Martedì 15 settembre al via l’anno scolastico 2026/ 2027: banchi più vuoti e sfide sul territorio

Autore Redazione Web | dom, 30 ago 2026 10:25 | Scuole Calabria Inizio-Anno-Scolastico

Tra le criticità storiche la dispersione scolastica che, pur presentando un dato migliore rispetto agli altri anni, resta sempre sopra la media nazionale.

Di Guido Leone

Ancora qualche settimana di vacanze e poi per gli studenti reggini  delle scuole di ogni ordine e grado, così come per altri loro colleghi di buona parte delle regioni italiane, si riapriranno le porte delle aule per l’inizio delle lezioni fissato a martedì 15 settembre.

Nelle scuole superiori, poi, in  questi ultimi giorni di agosto si stanno svolgendo gli esami valutativi delle carenze  riscontrate a giugno da espletare entro la fine dell’anno scolastico e quindi entro il 31 agosto per decidere l’ammissione o la non ammissione di centinaia di studenti  alla classe successiva. Si tratta di quelle prove che una volta erano chiamati esami di riparazione. Interessano mediamente  centinaia di studenti che nello scrutinio di giugno hanno avuto il  cosiddetto giudizio sospeso. La percentuale  di costoro quest’anno è dell’11,2%.

Martedì 15 settembre. dunque, la scuola riparte per un nuovo anno scolastico .Come sempre torna il rito degli zaini nuovi, delle classi che si formano e dei docenti che riprendono servizio. Ma dietro la normalità dell’avvio, i numeri raccontano una regione che cambia pelle. Il dato più pesante resta il calo demografico. Secondo le proiezioni dell’Ufficio Scolastico Regionale anche quest’anno la popolazione scolastica calabrese perde diverse migliaia di alunni rispetto al 2025/2026. Un trend  che va avanti da un decennio e che svuota soprattutto i piccoli comuni dell’entroterra e delle aree montane. Conseguenza diretta: accorpamenti, pluriclassi e scuole-polo che devono fare i conti con distanze importanti: per molti ragazzi di Aspromonte, Pollino e Serre il diritto allo studio passa ancora da corse in pullman di un’ora e più.

Secondo i dati diffusi  dalla Cisl scuola si evidenzia una perdita complessiva di 4.606 alunni, un fenomeno che si scontra paradossalmente con l’aumento delle necessità di supporto. Il calo delle iscrizioni colpisce l’intero territorio con proporzioni differenti. L’area cosentina guida la classifica perdendo 1.757 studenti, tallonata da Reggio Calabria con 1.501 unità in meno. Anche gli altri territori risentono della crisi: a Catanzaro mancheranno 630 iscritti, a Vibo Valentia 387 e a Crotone 331.

Ma che anno sarà per la scuola italiana e calabrese in particolare, per i nostri studenti, per tutti coloro che vi lavorano: docenti, personale ATA, dirigenti?

 I numeri della scuola reggina

Lo scenario scolastico 2026- 2027 inizia per  dirigenti, docenti e  personale amministrativo, come al solito, con tutta una serie di operazioni di natura collegiale, dal   piano annuale delle attività alla rivisitazione del piano dell’offerta formativa e la preparazione delle attività di accoglienza per le matricole reggine dei vari ordini di scuola statale.

In tutto gli studenti della nostra provincia nell’anno scolastico 2026-2027 saranno 69.000,di cui con disabilità 3898. Sono così distribuiti fra i vari ordini di scuola: 8.296 infanzia, 20.670 primaria,13.626 media, 26.410 superiore. Cui vanno ad aggiungersi gli allievi delle scuole paritarie.

 Cosa prevede il nuovo calendario scolastico: una lunga maratona di 206 giorni

Il calendario scolastico 2026-2027 presenta diverse novità rispetto agli anni precedenti, in particolare per l'introduzione della festività nazionale del4ottobre, giorno di San Francesco d’Assisi e per un riallineamento delle scadenze didattiche stabilite dalle singole Regioni. 

Nel complesso, il calendario prevede 206 giorni di lezione, superando il minimo di 200 giorni stabilito dalla normativa nazionale.

 Oltre le tradizionali festività nazionali  in base a quanto stabilito dalla Regione Calabria le date importanti del calendario scolastico 2026-27 della Calabria sono le seguenti:

Primo giorno di scuola: 15 settembre 2026; Ponti: 2 novembre; 7 dicembre; Vacanze di Natale: dal 23 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027; Vacanze di Pasqua: dal 25 al 30 marzo 2027. Ultimo giornodi scuola: 8 giugno 2027 (30 giugno 2027 per le scuole dell'infanzia)

Quali le novità che si prospettano per il nuovo anno scolastico?

Il mondo dell’istruzione si prepara al rientro in classe con un pacchetto di importanti novità varate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che toccano tasti molto diversi tra loro e coinvolgono tutti i gradi scolastici.

Iniziamo dal voto di condotta, considerato un requisito fondamentale per passare l’anno. Il 5 in condotta significa bocciatura automatica, mentre con il 6 si rischia di trascinarsi un debito formativo. In questo caso, lo studente dovrà presentare un elaborato critico su temi di educazione civicaper passare alla classe successiva. Cambia faccia anche la sospensione: I giorni di sospensione saranno impiegati in attività educative e percorsi che servono a riparare il danno fatto.

Arrivano le nuove Indicazioni Nazionali per l’infanzia e quelle per il primo ciclo.

Alla scuola primaria si torna a dare grande spazio alla poesia a memoria,  alla scrittura in corsivo, senza dimenticare la grammatica e i riassunti. Anche le lingue e la tecnologia partono presto: l’inglese verrà proposto con un approccio “immersivo” e ludico, mentre l’informatica sarà presente fin dai primi anni.

In seconda media si potrà scegliere di studiare il latino come materia opzionale. Mentre  all’infanzia debutta leducazione musicale. Maggiore importanza anche alle materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).

Per quanto riguarda gli istituti tecnici, le principali novità prenderanno il via a partire dalle classi prime. L’obiettivo centrale della riforma è quello di potenziare le competenze tecnico-professionali degli studenti, dando maggiore centralità alle attività di laboratorio e creando un collegamento sempre più stretto tra il mondo della scuola e quello delle imprese.

 Conclusioni

Accanto alle novità esistono poi i problemi di sempre. Tra le criticità storiche la dispersione scolastica che, pur presentando un dato migliore rispetto agli altri anni, resta sempre sopra la media nazionale. Servono più patti con le famiglie, più tempo pieno e più orientamento. Poi, plessi ancora vetusti con problemi di sicurezza e palestre insufficienti. Ed ancora divari digitali sul territorio con la connessione che nelle aree interne resta un lusso.

Perciò è necessario pensare una scuola nuova con modelli metodologici e valutativi rivisti in profondità e con una reale personalizzazione dei percorsi. Serve un cambio di passo per garantire pari opportunità e successo formativo a ogni studente. Solo così potremo pensare di dare risposte ai bisogni formativi dei ragazzi che affollano le nostre scuole, preparandoli alle esigenze del mondo, del lavoro e delle università.

Per Reggio e la Calabria la scuola è molto più che lezione. Nei piccoli comuni è l’unico presidio pubblico rimasto. Chiuderla significa accelerare lo spopolamento. Tenerla aperta significa dare futuro.

Il 2026/2027,insomma, si apre con un paradosso: meno studenti ma più bisogno di scuola di qualità. Se vogliamo fermare l’emorragia di giovani, dobbiamo partire dal banco.


già dirigente tecnico USR Calabria

 

 

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