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Stadio Santoro, De Marco (Forza Italia): «Un’occasione persa. Dopo anni di chiusura serviva un impianto da restituire come un gioiello»

Autore Giorgia Rieto | sab, 12 set 2026 14:08 | De-Marco Villa-San-Giovanni

De Marco solleva un interrogativo sull'agibilità dell'impianto, chiedendo chiarimenti sulla capienza effettivamente autorizzata


«Dopo tanti anni di chiusura, lo Stadio Comunale Santoro avrebbe dovuto essere restituito alla città come un gioiello. Un luogo finalmente riconsegnato agli sportivi, alle associazioni e soprattutto ai nostri bambini e ai nostri ragazzi. Invece, ancora una volta, ci troviamo a dover denunciare una situazione che mortifica il valore di una struttura così importante per Villa San Giovanni».

È quanto afferma Domenico De Marco, consigliere comunale di Forza Italia e rappresentante della minoranza, intervenendo sulle condizioni in cui versa lo Stadio Comunale Santoro, a pochi giorni dall'avvio dei campionati ufficiali.

Secondo De Marco, la riapertura dell'impianto avrebbe dovuto rappresentare l'occasione per una programmazione più attenta degli interventi di manutenzione e riqualificazione.

«Una qualsiasi amministrazione realmente lungimirante – sostiene il consigliere – avrebbe colto l'occasione della riapertura dopo tanti anni per programmare per tempo tutti gli interventi necessari e restituire lo stadio nelle migliori condizioni possibili. Sarebbe stato anche un modo per premiare le tante associazioni e gli sportivi che per anni sono stati privati del loro impianto. Invece, a mio avviso, si è persa un'importante occasione».

«Non è solo una questione di decoro»

Il problema, sottolinea De Marco, non sarebbe esclusivamente legato all'aspetto estetico della struttura.

«Parliamo di un impianto frequentato da bambini e ragazzi, dove tra pochissimo inizieranno le competizioni ufficiali. La presenza di erbacce, rifiuti e condizioni di scarsa cura non rappresenta soltanto un problema di decoro, ma pone anche una questione di sicurezza e di immagine».

E proprio l'immagine della città sarebbe, secondo il consigliere di minoranza, un altro elemento da non sottovalutare.

«Quando le squadre ospiti arriveranno a Villa San Giovanni, non possiamo pensare che sia questo il biglietto da visita che vogliamo offrire della nostra città».

Il nodo dell'agibilità

De Marco solleva inoltre un interrogativo sull'agibilità dell'impianto, chiedendo chiarimenti sulla capienza effettivamente autorizzata.

«C'è poi una questione che, ad oggi, nessuno ha ancora spiegato con chiarezza – aggiunge – e riguarda l'agibilità dell'impianto: sulla base della normativa vigente, per quante persone è effettivamente agibile il Santoro? È una domanda semplice, ma fondamentale, soprattutto alla vigilia dell'avvio dei campionati e considerata la presenza di pubblico che inevitabilmente accompagnerà le partite. Su questo servono risposte precise e trasparenti».

«Le associazioni hanno fatto la loro parte»

Nel suo intervento, De Marco riconosce anche il ruolo svolto dalle società e dalle associazioni sportive nella cura della struttura.

«Va dato atto alle società e alle associazioni di aver dimostrato, ancora una volta, grande senso di responsabilità e spirito di collaborazione. Le attività di cura e di ordinaria manutenzione che sono state effettuate finora sono state portate avanti direttamente da chi vive quotidianamente lo stadio».

Ma, per il consigliere, la responsabilità principale resta in capo all'ente proprietario.

«Il Santoro è un impianto comunale e il Comune, in quanto proprietario, deve garantire programmazione, manutenzione e condizioni adeguate di fruibilità».

«La manutenzione andava programmata prima della riapertura»

È proprio sulla programmazione che De Marco concentra le sue critiche all'Amministrazione comunale.

«Questo episodio dimostra ancora una volta, a mio giudizio, quanto manchi una vera programmazione. Se sai da mesi che uno stadio è stato chiuso per anni, che finalmente viene riaperto e che stanno per iniziare i campionati, non puoi arrivare all'ultimo momento a occuparti delle condizioni dell'impianto. La manutenzione andava programmata prima della riapertura e non dopo le segnalazioni della minoranza e dei cittadini».

Poi arriva una stoccata ironica nei confronti dell'Amministrazione.

«Devo dire che, sotto questo aspetto, mi considero quasi fortunato. Ormai capita abbastanza spesso che l'Amministrazione si accorga di alcuni problemi e intervenga dopo le segnalazioni della minoranza e dei cittadini. E, diciamolo senza troppi giri di parole, spesso dopo le mie segnalazioni».

De Marco rivendica quindi il ruolo dell'opposizione: «Evidentemente questo è uno dei compiti della minoranza: segnalare ciò che non va, anche a costo di far arrabbiare la sindaca. Se la sindaca si arrabbia perché la minoranza fa il proprio lavoro, pazienza: significa che almeno la minoranza sta facendo il proprio lavoro».

E, con un'altra battuta, aggiunge: «Magari sarò fortunato anche questa volta e, dopo questa segnalazione, vedremo finalmente sistemato il Santoro. Me lo auguro sinceramente, perché alla fine non sarebbe una vittoria mia, ma una buona notizia per i bambini, per le associazioni, per le famiglie e per tutta la città».

«Amministrare significa anche essere presenti sul territorio»

Al di là dell'ironia, per De Marco la vicenda dello stadio rappresenta una questione politica più ampia e chiama in causa il rapporto tra Amministrazione e territorio.

«A dire il vero, però, ci sarebbe un momento che dovremmo celebrare tutti: quello in cui questa Amministrazione interverrà su un problema senza che siano stati necessari, prima, gli interventi della minoranza o dei cittadini. Quello sì sarebbe un segnale importante».

Il consigliere invita quindi la sindaca e la maggioranza a una maggiore presenza sul territorio.

«Vorrebbe dire che finalmente la sindaca è uscita dai palazzi, sta girando per la città, osserva quello che succede e soprattutto parla con i cittadini. Perché amministrare significa anche vedere con i propri occhi le condizioni in cui si trovano le strutture pubbliche, le strade e i quartieri, senza aspettare che qualcuno debba ogni volta segnalarlo».

De Marco si dice inoltre sorpreso dal fatto che le condizioni del Santoro non siano state rilevate prima.

«Faccio fatica a credere che nessun consigliere di maggioranza non si sia accorto delle condizioni di degrado in cui è stato consegnato il Santoro, così come del degrado presente in alcune strade e nelle zone immediatamente adiacenti. Non penso che per accorgersene serva necessariamente una segnalazione della minoranza. Basta andare sul posto, guardare e ascoltare le persone».

«Il Comune deve essere il primo a dare l'esempio»

In conclusione, De Marco introduce anche il tema del rispetto delle regole sul decoro urbano e sulla raccolta differenziata, utilizzandolo per rivolgere un'ulteriore critica all'Amministrazione.

«Sarebbe davvero curioso che il Comune fosse rapidissimo nel sanzionare i cittadini quando non rispettano le regole sul decoro e sulla raccolta differenziata, mentre davanti alle condizioni di un proprio impianto pubblico si arrivasse sempre dopo. È una provocazione, naturalmente, ma la domanda politica resta: se chiediamo ai cittadini di rispettare le regole, il primo a dare l'esempio deve essere il Comune».

Il Santoro, conclude De Marco, «è stato chiuso per troppo tempo. La sua riapertura doveva rappresentare un nuovo inizio e un motivo di orgoglio per la città. Non possiamo accontentarci di aver semplicemente riaperto i cancelli: dobbiamo garantire che quello stadio sia sicuro, decoroso, funzionale e all'altezza di Villa San Giovanni».

«Questo significa – conclude – amministrare con programmazione, presenza sul territorio e lungimiranza».


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