La verifica tecnica ha portato gli organi competenti a ritenere non sussistenti le condizioni necessarie per consentire alla struttura di proseguire la propria attività
È arrivata la decisione definitiva sulla giostra Super Frisbee, finita nei giorni scorsi al centro dell’attenzione nazionale per la sua particolare vicinanza a un’abitazione. Dopo la riunione della Commissione provinciale composta dagli esperti chiamati a verificare le condizioni dell’attrazione, è stata decretata la chiusura definitiva della giostra per la mancanza dei necessari requisiti di sicurezza.
Una decisione che mette, almeno sul piano amministrativo, la parola fine a una vicenda che aveva sollevato interrogativi e acceso i riflettori sulla città di Reggio Calabria. La verifica tecnica ha portato gli organi competenti a ritenere non sussistenti le condizioni necessarie per consentire alla struttura di proseguire la propria attività.
La questione, però, lascia inevitabilmente aperta un’altra riflessione: i tempi.
La Super Frisbee è rimasta al centro della vicenda durante il periodo delle festività, quando l’area era particolarmente frequentata e l’attenzione pubblica era già cresciuta proprio a seguito delle immagini e delle segnalazioni relative alla distanza dell’attrazione dall’abitazione.
La domanda che ora viene spontanea è semplice: se i requisiti di sicurezza non erano sufficienti, non sarebbe stato opportuno arrivare a una decisione prima che le festività fossero praticamente concluse?
Non si tratta di sostituirsi agli organi tecnici, né di mettere in discussione il lavoro della Commissione. Al contrario, proprio perché la decisione finale è arrivata dopo una valutazione da parte di esperti, è legittimo chiedersi se gli stessi accertamenti avrebbero potuto essere completati in tempi più rapidi, evitando che una situazione già finita sulle pagine dei giornali nazionali rimanesse in sospeso per buona parte del periodo festivo.
La chiusura definitiva rappresenta infatti un provvedimento importante, soprattutto alla luce della motivazione legata alla sicurezza. Ma proprio per questo il fattore tempo assume un peso ancora maggiore.
La sicurezza, per sua natura, dovrebbe essere una priorità preventiva e non soltanto una conclusione alla quale arrivare dopo che una vicenda è diventata di dominio pubblico.
Ora sarà necessario capire quali saranno gli eventuali ulteriori provvedimenti e se, a partire da questa vicenda, verranno effettuate verifiche più stringenti sulle attrazioni presenti in occasione delle prossime manifestazioni.
Resta dunque una vicenda che, oltre alla decisione finale sulla Super Frisbee, pone un interrogativo più ampio sulla gestione dei controlli: non soltanto se una struttura sia sicura, ma anche quando si decide di verificarlo e intervenire.
Perché se la sicurezza era un requisito indispensabile per l’apertura, la domanda sui tempi della chiusura è destinata inevitabilmente a rimanere sul tavolo.