La proprietà dell'immobile è frammentata: il 33% dei cespiti appartiene all'Aterp, mentre il restante 67% è privato
Dopo anni di totale immobilismo, si registra un passo in avanti per la messa in sicurezza dello stabile di edilizia pubblica situato in via Ibico a Reggio Calabria. Il tetto dell'edificio è da tempo a grave rischio collasso, una situazione di emergenza che ha spinto i funzionari comunali a effettuare recenti sopralluoghi. Per sbloccare lo stallo, è stato avviato l'iter che prevede l'invio di raccomandate agli abitanti con l'obiettivo di costituire formalmente un condominio.
Questo passaggio burocratico risulta propedeutico e indispensabile per poter approvare un progetto di ripristino delle parti ammalorate. La proprietà dell'immobile è infatti frammentata: il 33% dei cespiti appartiene all'Aterp, mentre il restante 67% è di proprietà privata. Essendo il tetto una pertinenza comune, i lavori di manutenzione richiedono necessariamente una decisione condivisa tra le parti. Nel frattempo, per tutelare l'incolumità pubblica, l'amministrazione sembra intenzionata a procedere con lo sgombero degli appartamenti maggiormente esposti al pericolo, prevedendo l'assegnazione momentanea di altre abitazioni per i soggetti destinatari del provvedimento.
L'auspicio di chi vive nello stabile è che questa iniziativa possa finalmente concretizzarsi. Già nel 2003 e nel 2011, infatti, i residenti avevano ricevuto identiche convocazioni che si erano però risolte in un nulla di fatto. L'urgenza impone che la copertura venga riparata al più presto, garantendo così la sicurezza non solo dei residenti, ma dell'intera cittadinanza.