La pietra prende vita a Brancaleone: "Mega Galmata" trasforma l'area grecanica in un museo a cielo aperto

Autore Redazione Web | sab, 03 ott 2026 18:29 | Mega-Galmata Brancaleone Pietra Artisti Opere-D'arte Sculture

Sette artisti provenienti da Italia, Armenia, Iran, Ucraina, Grecia, Polonia e India si sono confrontati con la materia grezza

Dopo quindici giorni di lavoro tra polvere e scalpelli, si è conclusa a Brancaleone la prima edizione di "Mega Galmata", il Simposio Internazionale di Scultura Monumentale. Sette artisti provenienti da Italia, Armenia, Iran, Ucraina, Grecia, Polonia e India si sono confrontati con la materia grezza, trasformando grandi blocchi di pietra in opere d'arte. L'evento ha così regalato al territorio un vero e proprio museo a cielo aperto, le cui sculture diventeranno un patrimonio permanente per l'intera area.

L'iniziativa è stata fortemente voluta per celebrare un importante anniversario, come ha spiegato Francesco Amodei, presidente onorario di Palazzo Spinelli: "Quest'anno abbiamo pensato di celebrare il cinquantesimo anno con un evento particolare e abbiamo scelto, oltre che Firenze, anche la Calabria, dove io sono nato". Amodei ha inoltre elogiato il lavoro dei creativi internazionali, sottolineando la sua contentezza per il fatto che in soli quindici giorni abbiano realizzato "delle opere quasi impossibili per il poco tempo a disposizione".

L'impatto sul territorio è stato accolto con grande entusiasmo dalle istituzioni e dalle associazioni locali. Il presidente della ProLoco di Brancaleone, Carmine Verduci, ha evidenziato l'importanza dell'iniziativa che ha creato "un qualcosa che rimarrà nel tempo, scolpito in queste opere d'arte straordinarie". Un sentimento di profonda soddisfazione è stato espresso anche dal sindaco Silvestro Garoffolo, che ha già annunciato l'intenzione di dare continuità al progetto: "È un grande orgoglio e noi puntiamo già di ripetere l'anno prossimo questo simposio, perché la cultura è un fattore fondamentale per la crescita di una comunità".

Oltre al valore puramente estetico, l'evento si è rivelato un motore di sviluppo a tutto tondo. La consigliera regionale Daniela Iiriti ha infatti ricordato come il simposio abbia rappresentato un'occasione di "valorizzazione su vari fronti, artistico, culturale, turistico, fondendo però anche tradizione e innovazione".

Le opere lasciate in eredità dai maestri internazionali restano ora incastonate nel paesaggio calabrese, a testimonianza tangibile di un fecondo dialogo tra culture e forme diverse.

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