Reggio Calabria, 45 misure di prevenzione a settembre: stretta della Polizia contro la pericolosità sociale

Autore Giorgia Rieto | mar, 06 ott 2026 10:32 | Reggio-Calabria Polizia

Daspo, ammonimenti, avvisi orali e Dacur: intensa attività della Questura per contrastare violenza, criminalità e fenomeni legati alla movida

Sono 45 le misure di prevenzione personale emesse o proposte dalla Questura di Reggio Calabria nel corso del mese di settembre, nell’ambito di un’attività finalizzata a contrastare le diverse forme di pericolosità sociale presenti sul territorio.

L’azione della Polizia di Stato ha interessato differenti contesti, dalla criminalità comune e organizzata alla violenza domestica, fino ai fenomeni legati alla violenza sportiva e alla movida. Un’attività portata avanti dalla Divisione Polizia Anticrimine in stretta collaborazione con gli altri uffici della Questura e con le altre Forze di Polizia.

Nel dettaglio, il Questore della provincia di Reggio Calabria ha adottato cinque provvedimenti di Daspo. Quattro hanno riguardato tifosi siciliani protagonisti di condotte antigiuridiche durante trasferte e avranno una durata di un anno. Un ulteriore provvedimento, il cosiddetto Daspo “fuori contesto”, sempre della durata di un anno, è stato disposto nei confronti di un tifoso amaranto già condannato in via definitiva per una violazione della normativa in materia di sostanze stupefacenti.

Particolare attenzione è stata inoltre riservata alla violenza domestica e agli atti persecutori. Sono stati infatti emessi cinque ammonimenti nei confronti di persone ritenute responsabili di condotte riconducibili a tali fenomeni.

Sul fronte della prevenzione nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi, sono stati adottati 13 avvisi orali, due dei quali accompagnati da ulteriori prescrizioni. I provvedimenti hanno riguardato anche soggetti gravati da condanne definitive per delitti non colposi, ai quali è stato intimato di mantenere una condotta conforme alla legge.

Significativo anche il numero dei Dacur, i divieti di accesso alle aree urbane, adottati per contrastare episodi di violenza nelle zone della movida. Sono stati infatti 12 i provvedimenti emessi nei confronti di altrettanti giovani ritenuti responsabili di distinte e violente risse avvenute nei pressi di esercizi pubblici della provincia. La durata delle misure varia da sei mesi a due anni.

A completare il quadro dell'attività di prevenzione, la Divisione Polizia Anticrimine ha inoltre formulato al Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione – sette proposte di applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno.

Le proposte hanno riguardato altrettanti soggetti ritenuti portatori di pericolosità sociale, sia generica sia qualificata. In quest'ultimo ambito rientrano anche situazioni connesse alla criminalità organizzata, compresa quella di tipo mafioso, e a contesti di natura relazionale e affettiva.

Nel corso del mese, inoltre, la Divisione Polizia Anticrimine ha curato la notifica e l'esecuzione di tre decreti di applicazione della sorveglianza speciale emessi dal Tribunale a seguito di precedenti proposte. L'Autorità giudiziaria, condividendo le risultanze investigative e istruttorie acquisite, ha disposto per gli interessati l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza per periodi compresi tra due anni e sei mesi e tre anni, con l'obiettivo di assicurare un più stretto controllo da parte delle Forze di Polizia.

L'attività svolta nel mese di settembre conferma dunque il ruolo delle misure di prevenzione come strumento di contrasto anticipato ai fenomeni di pericolosità sociale. Daspo, ammonimenti, avvisi orali, Dacur e sorveglianza speciale si inseriscono in una strategia di prevenzione che mira a intervenire prima che determinate condotte possano tradursi in ulteriori episodi di violenza o criminalità.

Una linea d'azione che, sottolinea la Questura, rappresenta la concreta attuazione di una strategia costante a tutela della sicurezza della comunità reggina.


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