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7 ottobre, tre anni dopo: il ricordo delle vittime e l’appello dell’Italia alla pace

Autore Giorgia Rieto | mer, 07 ott 2026 13:30 | Hamas 7-Ottobre

L'obiettivo indicato dall'Italia rimane quello di una soluzione politica capace di garantire sicurezza a Israele e un futuro di libertà e dignità al popolo palestinese

Tre anni dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, l’Italia torna a ricordare le vittime della strage compiuta da Hamas e a ribadire la propria vicinanza alle famiglie di chi ha perso la vita, ai sopravvissuti e a tutte le persone coinvolte nel dramma degli ostaggi.

Quel giorno, gli attacchi terroristici contro Israele provocarono la morte di uomini, donne e bambini e il sequestro di numerose persone. Tra le vittime anche giovani che partecipavano a un festival musicale. Un trauma che, a tre anni di distanza, continua a segnare profondamente la società israeliana e la comunità internazionale.

Il ricordo di quella giornata, però, si accompagna alla consapevolezza che il conflitto ha prodotto una drammatica scia di sofferenza anche tra la popolazione civile palestinese. Le conseguenze della guerra a Gaza e la violenza contro i civili in Cisgiordania continuano infatti a rappresentare una grave emergenza umanitaria.

«Nessuna causa può giustificare il massacro di innocenti»

Nel ricordare il 7 ottobre, viene ribadito un principio fondamentale: nessuna causa politica può giustificare l'uccisione deliberata di civili innocenti. La memoria delle vittime diventa così anche un monito contro il terrorismo e contro ogni forma di antisemitismo.

Allo stesso tempo, la tutela della popolazione civile impone di non ignorare le sofferenze dei palestinesi. Il dolore di una comunità non può cancellare quello dell'altra: la sicurezza degli israeliani e i diritti, la libertà e la dignità dei palestinesi vengono indicati come elementi inseparabili di una possibile prospettiva di pace.

L'appello a interrompere la spirale di violenza

A tre anni dagli attacchi, l'appello è quindi quello di interrompere la spirale di violenza che continua ad alimentare morte, paura e odio.

L'obiettivo indicato dall'Italia rimane quello di una soluzione politica capace di garantire sicurezza a Israele e un futuro di libertà e dignità al popolo palestinese. In questa prospettiva torna centrale l'idea di due Stati che possano vivere fianco a fianco, entro confini riconosciuti e in condizioni di sicurezza.

Il messaggio finale guarda soprattutto alle nuove generazioni: costruire un futuro nel quale il terrorismo non abbia spazio e nel quale nessun bambino israeliano o palestinese debba crescere nella paura, nella violenza e nell'odio.

Tre anni dopo il 7 ottobre, il ricordo delle vittime resta dunque legato a una responsabilità più ampia: difendere la vita dei civili, combattere il terrorismo e l'antisemitismo e continuare a cercare una strada verso una pace duratura.


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