Terzo settore, a Bruxelles il confronto sul futuro del volontariato e delle politiche sociali

Autore Redazione Web | mar, 13 ott 2026 15:23 | Denis-Nesci Europa Parlamento-Europeo Terzo-Settore Volontariato

Promotore dell'iniziativa l'europarlamentare calabrese Nesci: "Dare certezze a chi ogni giorno sostiene le nostre comunità"

Il ruolo del Terzo settore nel futuro delle politiche sociali europee, la necessità di un quadro normativo stabile e le nuove sfide che coinvolgono il mondo del volontariato e dell'associazionismo saranno al centro dell'incontro «Il Terzo settore in Europa. Dalla certezza delle regole alle nuove sfide sociali», in programma giovedì 15 ottobre, alle ore 10, nella sala 1H1 del Parlamento Europeo a Bruxelles .

L'iniziativa, ospitata dall'europarlamentare calabrese di Fratelli d'Italia e del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), Denis Nesci, riunirà rappresentanti delle istituzioni europee e del Governo italiano insieme ai vertici nazionali di importanti realtà associative, con l'obiettivo di promuovere un confronto sulle prospettive del Terzo settore e sul suo contributo alla coesione sociale e territoriale.

Al dibattito interverranno Carlo Fidanza, capo della delegazione di Fratelli d'Italia-ECR al Parlamento europeo, e Nicola Procaccini, copresidente del gruppo ECR. È prevista inoltre la partecipazione di Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali.
 
Particolarmente significativa la presenza delle organizzazioni nazionali del Terzo settore, rappresentate da Vincenzo Falabella, presidente nazionale FISH; Rosario Maria Gianluca Valastro, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana; Oscar Bianchi, presidente nazionale AVIS; Francesco Piemonte, presidente nazionale MODAVI; Emilio Minunzio, vicepresidente nazionale ASI; Paolo Ragusa, presidente nazionale ANCOS-UNCI; e Giuseppina Esposito, segretario nazionale AISLA.
 
«Il Terzo settore rappresenta una componente fondamentale della nostra società. È una rete di persone, associazioni e organizzazioni che ogni giorno offre risposte concrete ai bisogni dei cittadini, sostiene le famiglie, affianca le persone più fragili e contribuisce a tenere unite le comunità. Un patrimonio che merita attenzione anche nelle politiche europee, a partire dalla necessità di garantire regole chiare, stabilità e condizioni adeguate per operare», dichiara l'europarlamentare Denis Nesci.
 
Il confronto affronterà il rapporto tra istituzioni e organizzazioni del Terzo settore, le esigenze di semplificazione e certezza normativa e le trasformazioni sociali che richiedono nuove capacità di intervento. Particolare attenzione sarà dedicata al contributo dell'associazionismo nei settori della salute, della disabilità, dell'assistenza, della solidarietà e della partecipazione civica.
 
Il tema assume una rilevanza specifica anche rispetto alle condizioni dei territori più periferici e delle aree interne, dove le organizzazioni del Terzo settore svolgono spesso una funzione essenziale nel contrasto all'isolamento sociale e nel sostegno alle persone più vulnerabili: «Penso in particolare alle realtà del Mezzogiorno - spiega Nesci - e della Calabria, dove il volontariato e l'associazionismo costituiscono un presidio di solidarietà e prossimità, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne. Parlare di coesione significa anche riconoscere il valore di queste esperienze e creare le condizioni perché possano continuare a operare. Portare a Bruxelles le voci di chi lavora quotidianamente sul territorio significa contribuire a costruire politiche più vicine ai bisogni reali delle persone».
 
L'incontro di giovedì 15 ottobre quindi creerà uno spazio di dialogo tra rappresentanti istituzionali e organizzazioni nazionali, mettendo a confronto esperienze operative e prospettive europee su un settore che svolge un ruolo centrale nella tenuta sociale delle comunità: «L'Europa deve saper ascoltare chi ogni giorno si prende cura degli altri. Il nostro obiettivo è favorire un confronto concreto, che parta dall'esperienza delle associazioni e riconosca il loro ruolo nella costruzione di comunità più forti, inclusive e capaci di affrontare le nuove sfide sociali», conclude l'europarlamentare.

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