Omicidio Fortugno, Cirillo: «Dalla memoria una responsabilità: dare ai giovani ragioni per credere nella Calabria»

Autore Redazione Web | mar, 13 ott 2026 19:14 | Omicidio-Fortugno Salvatore-Cirillo Camera-Dei-Deputati

Il presidente del Consiglio regionale ricorda l’omicidio del 2005 e rilancia l’impegno per la legalità, la partecipazione e le opportunità per le nuove generazioni

«Onorare Francesco Fortugno significa custodirne la memoria, ma soprattutto trasformarla in responsabilità. Quei giovani che ventuno anni fa scesero in piazza rivendicavano una Calabria libera dalla paura e chiedevano un cambiamento. Oggi quella domanda arriva dentro le istituzioni e ci impone di tradurla in scelte, partecipazione e opportunità concrete per le nuove generazioni».

Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, intervenendo a Roma all’incontro “Lotta alle mafie e prospettive di sviluppo. Dopo ventun anni dall’omicidio di Francesco Fortugno”, promosso dall’Associazione Ex Parlamentari della Repubblica nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati.

All’iniziativa, moderata dal giornalista Paolo Di Giannantonio, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente dell’Associazione Ex Parlamentari Pino Soriero, l’onorevole Maria Grazia Laganà, vedova di Francesco Fortugno, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo e Romano Prodi.

Cirillo ha ricordato il vicepresidente del Consiglio regionale, medico e uomo delle istituzioni, ucciso a Locri il 16 ottobre 2005, partendo anche da un ricordo personale. «Quando Francesco Fortugno venne ucciso avevo dieci anni, stavo per compierne undici. A quell’età non si comprende tutto, ma certe immagini rimangono. E rimane soprattutto ciò che accadde dopo: quei ragazzi poco più grandi di me che decisero di esporsi e gridarono “…E adesso ammazzateci tutti!”. In quelle parole c’erano indignazione, coraggio e una forte richiesta di cambiamento».

«Oggi presiedo l’Assemblea della quale Fortugno era vicepresidente e sento la responsabilità di tenere insieme quella memoria e le aspettative dei giovani di oggi, costruendo un ponte tra chi allora alzò la voce e chi oggi cerca ragioni per credere nella propria terra».

«Da allora – prosegue il presidente Cirillo – la Calabria ha compiuto passi importanti. La capacità delle istituzioni di fare fronte comune con la magistratura e le forze dell’ordine ha rafforzato la battaglia contro il malaffare, dando forza e fiducia a quanti chiedono di vivere e lavorare nella legalità. È un impegno che ha trovato spazio anche nel percorso politico avviato nelle ultime legislature: penso al Piano per restituire i beni confiscati alle comunità, sostenendone il recupero per finalità sociali e culturali, e alla collaborazione con le scuole e il Ministero dell’Interno per promuovere la legalità, contrastare l’abbandono scolastico e valorizzare il protagonismo giovanile».

«Contrastare il malaffare significa certamente affermare la legalità, ma anche costruire alternative e opportunità. È questa la bussola che deve continuare ad orientare la nuova stagione politica regionale: riconoscere ai giovani spazio e responsabilità, sostenere studio, lavoro e merito e creare le condizioni perché possano mettere le proprie competenze al servizio della Calabria».

«Per chi, come me, è cresciuto con quelle immagini – conclude Cirillo – rivestire oggi una responsabilità pubblica significa dare seguito a quella speranza. Dobbiamo lavorare perché i nostri giovani possano credere nella propria terra, contribuire a migliorarla e scegliere di restare per costruirvi il proprio progetto di vita. È anche così che possiamo continuare a onorare Francesco Fortugno».

 

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