Catanzaro, scoperto un pacco sospetto in carcere: dentro 3 cellulari, cavi USB e un caricabatterie

Autore Giorgia Rieto | mer, 14 ott 2026 10:47 | Carcere Calabria Catanzaro

Nuovo tentativo di introdurre materiale illecito nella casa circondariale “Ugo Caridi”: decisivo il fiuto della Polizia Penitenziaria

Tre telefoni cellulari, sei cavetti USB e un caricabatterie nascosti in un involucro artigianale. È quanto scoperto nella mattinata del 13 ottobre 2026 all’interno dell’area perimetrale della casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, dove il personale della Polizia Penitenziaria ha sventato un nuovo tentativo di introduzione di materiale illecito.

Il rinvenimento è avvenuto nei pressi della sentinella numero 4, nella zona compresa tra l’intercinta e la cinta dell’istituto penitenziario. A individuare il pacco durante un’attenta perlustrazione è stato l’assistente capo coordinatore Paolo Nisticò, in servizio come addetto alla MOF esterna.

All’interno dell’involucro erano presenti tre dispositivi telefonici, di cui due mini telefoni e uno smartphone, oltre a sei cavetti USB e un caricabatterie. Un quantitativo di materiale che avrebbe potuto consentire comunicazioni non autorizzate dall’interno della struttura.

L’operazione, secondo quanto riferito dall’OSAPP, è stata condotta grazie alla professionalità e all’intuito dell’agente, nell’ambito dei servizi istituzionali di controllo. Il rinvenimento si inserisce in un’attività di vigilanza che punta a impedire l’ingresso di dispositivi vietati e a tutelare la sicurezza dell’istituto.

L’OSAPP: «Professionalità e senso del dovere»

A esprimere soddisfazione per il risultato è la Segreteria regionale dell’OSAPP, attraverso il dirigente sindacale Roberto Magro, che ha rivolto un plauso all’assistente capo coordinatore Paolo Nisticò e a tutto il personale del reparto della casa circondariale di Catanzaro.

Il sindacato sottolinea come l’episodio rappresenti una nuova dimostrazione dell’impegno quotidiano della Polizia Penitenziaria, chiamata a operare in condizioni spesso difficili e, secondo quanto denunciato dall’organizzazione sindacale, con risorse umane insufficienti rispetto alle esigenze di servizio.

L’OSAPP ribadisce quindi la necessità di garantire agli operatori il giusto supporto logistico e operativo, chiedendo alle autorità competenti di riconoscere il valore del lavoro svolto dal personale.

La scoperta dei dispositivi conferma l’importanza dei controlli nelle aree esterne e perimetrali degli istituti penitenziari, dove la tempestività degli interventi può risultare determinante per impedire l’ingresso di materiale proibito.

Per la Polizia Penitenziaria di Catanzaro, un nuovo risultato sul fronte della sicurezza. Per il sindacato, anche l’occasione per richiamare l’attenzione sulle difficoltà quotidiane di chi è chiamato a garantire legalità e ordine all’interno delle carceri.


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