I cittadini di Reggio Calabria convivono tra una situazione di emergenza e una diffusa comprensione per le ragioni della protesta
A Reggio Calabria gli effetti dello sciopero degli autotrasportatori contro i rincari e il caro vita sono ormai tangibili e si riflettono direttamente nella quotidianità dei cittadini. Nei supermercati cittadini le scorte iniziano a scarseggiare vistosamente, con i banchi dell'ortofrutta ridotti a corsie desolatamente vuote e crescenti difficoltà che si estendono anche ai rifornimenti di carburante. Tra le corsie, dove i residenti cercano di provvedere alle dispense prima che i rifornimenti si azzerino del tutto, il clima oscilla costantemente tra il disagio per la carenza di generi di prima necessità e una diffusa comprensione per le ragioni della protesta.
"In effetti la frutta fresca manca e negli scaffali è quasi tutto vuoto, c'è molta difficoltà", racconta una cliente di fronte ai banchi spogli, aggiungendo tuttavia che per i lavoratori del settore "è una cosa che dovevano fare e speriamo si possa risolvere presto". Il disagio è innegabile, ma tra le testimonianze prevale la solidarietà verso una categoria messa alle strette dall'aumento dei costi: "Stanno protestando nel modo giusto, civilmente, ed è giusto rivendicare dei diritti importanti; non si può fare finta di non vedere nulla", osserva un altro cittadino, richiamando l'attenzione delle istituzioni affinché "chi di dovere intervenga in modo adeguato, perché trovarsi senza la fornitura dei beni necessari aggrava ancora di più la situazione".
A pesare è anche la preoccupazione per il protrarsi del blocco, con ripercussioni che rischiano di colpire i più deboli. "La situazione sta diventando drammatica per tutti, figuriamoci per le fasce fragili", avverte una cittadinna, invitando la comunità a non cedere all'allarmismo ma a gestire con prudenza le risorse familiari, senza però perdere l'empatia verso chi manifesta: "I camionisti sono ormai quasi tutti autonomi, hanno il diritto di combattere e devono pur mantenere le loro famiglie".
Tra la speranza di un tavolo risolutivo a livello regionale e nazionale e la gestione dei primi disservizi, la città attende una svolta prima che l'emergenza sulle forniture diventi insostenibile.