Il grido di dolore della titolare: "Sono disperata, a luglio avrò una rata bancaria che sicuramente non riuscirò a onorare"
A Rizziconi, nel cuore produttivo della Piana di Gioia Tauro, le ripercussioni del blocco dei trasporti colpiscono duramente il settore agricolo, trasformando la protesta in un vero e proprio dramma economico. Un’azienda locale specializzata nella produzione di kiwi è stata messa in ginocchio dalla paralisi della viabilità, costretta a sospendere l'attività di oltre venti lavoratori e ad assistere impotente alla perdita del raccolto ancora sugli alberi. Il danno stimato oscilla ormai tra l'80% e il 100% dell'intera produzione, aprendo uno scenario finanziario critico per l'imprenditrice: «Sono disperata, a luglio avrò una rata di 150.000 euro da pagare alle banche che sicuramente non riuscirò a onorare».
A condannare la produzione sono le ferree caratteristiche agronomiche e commerciali del kiwi giallo. Questa varietà richiede controlli analitici rigorosi su sostanza secca, consistenza e grado zuccherino, parametri al cui raggiungimento deve seguire la raccolta entro un limite massimo di 72 ore. Lo stop forzato di oltre sette giorni ha vanificato ogni margine temporale: «Il frutto ha superato i parametri e la maturazione oltre il livello che avrebbe consentito la frigoconservazione. Non può più essere raccolto e spedito: andrà tutto distrutto e oltre ai costi di produzione dovremo pagare persino lo smaltimento».
Il collasso dell'attività assume contorni ancora più amari considerando che si era prospettata un'alternativa logistica su rotaia tramite le Ferrovie dello Stato dall'area portuale di Gioia Tauro, opzione a cui gli agricoltori avevano rinunciato per preservare l'occupazione e il lavoro degli autotrasportatori del territorio. Un senso di responsabilità che non è bastato a evitare il tracollo: «Avevamo chiesto corridoi specifici per il kiwi e l'uso del buon senso, ma purtroppo si è innescata una guerra tra i poveri. È un danno irreparabile e mi viene da piangere: ho tre figli e sono fortemente preoccupata per il loro futuro».