Dopo la protesta dei residenti, l'assessore comunale evidenzia le priorità e annuncia la vigilanza speciale per fermare i furti
Tensione nel quartiere Santa Caterina a Reggio Calabria, dove i residenti dello stabile di via Esperia - devastato da un violento incendio lo scorso 18 settembre durante alcuni lavori di impermeabilizzazione del tetto - hanno inscenato una protesta bloccando la strada con delle transenne. A quasi due mesi dal rogo che li ha lasciati senza tetto, i proprietari degli appartamenti sono scesi in strada per denunciare lo stallo burocratico che impedisce l'avvio delle riparazioni, l'abbandono di cumuli di rifiuti tossici e i ripetuti episodi di sciacallaggio.
I manifestanti lamentano un continuo rimpallo di responsabilità tra gli enti per la rimozione delle macerie bruciate, rimaste accatastate all'ingresso del palazzo proprio di fronte a un plesso scolastico. Come ha spiegato una delle residenti, «sono due mesi che mandiamo PEC e chiediamo aiuto per poter sistemare le nostre case a nostre spese, ma non ne veniamo a capo. Ci sono rifiuti tossici che la gente e i bambini della scuola di fronte respirano ogni giorno, mentre per il Comune e la Protezione Civile non è competenza loro. Inoltre non c'è alcun controllo: gli sciacalli hanno fatto irruzione negli appartamenti portando via persino infissi in alluminio e canalette».
La protesta si è conclusa soltanto in serata, dopo il sopralluogo dell'assessore comunale alla Protezione Civile ed Edilizia Residenziale Pubblica, Massimo Ripepi, affiancato dai rappresentanti della Questura. L'assessore ha chiarito la posizione dell'amministrazione e delineato i prossimi passaggi: «Comprendiamo la disperazione di questi concittadini al cento per cento. Ho detto loro con franchezza che non si possono spostare i muri, ma dobbiamo fare ciò che è possibile e farlo immediatamente. La priorità è rifare subito il tetto, dividendo le spese tra la parte pubblica e quella privata, e insieme a Polizia Locale e Questura garantiremo una vigilanza speciale dinamica per fermare i furti».