Pioniere della ricostruzione post-terremoto del 1908, ma anche attento indagatore del sottosuolo e dei tesori del passato
La Biblioteca Comunale “Pietro De Nava” di Reggio Calabria ha fatto da cornice a un incontro dedicato alla poliedrica figura di Gino Zani, ripercorrendo il profondo legame storico e culturale che unisce la città dello Stretto alla Repubblica di San Marino. Al centro del dibattito, promosso in sinergia tra l’Associazione Culturale Anassilaos e l’Istituto “Ingegnere Gino Zani”, è emerso un profilo inedito del celebre progettista: non solo il pioniere della ricostruzione post-terremoto del 1908, ma anche un attento indagatore del sottosuolo e dei tesori del passato.
A tratteggiare la sua sensibilità verso il territorio è stato l'architetto Renato Laganà, evidenziando come il giovane tecnico sammarinese, fresco di laurea a Bologna, unisse l'avanguardia costruttiva alla conoscenza geologica: «Laddove dovevano fare dei saggi a profondità di quattro metri ci si imbatteva nei resti archeologici. Questa curiosità divenne un fattore di cui tenne conto, specialmente nella realizzazione dei palazzi più importanti di Reggio come la Prefettura, dove dagli scavi affiorarono i resti delle terme romane». Un approccio rigoroso che portò Zani a collaborare a stretto contatto con l'archeologo Paolo Orsi, documentando e tutelando le testimonianze antiche prima ancora di avviare i cantieri.
L'iniziativa segna l'avvio di un protocollo d'intesa scientifico che vedrà l'intitolazione a Zani della sezione Architettura del Premio Anassilaos e nuove attività del Centro Studi a lui dedicato. Come ha sottolineato l'architetto Antonella Postorino, «quando parliamo di Gino Zani pensiamo quasi sempre all'ingegnere o all'architetto, mentre riscoprirne il ruolo come archeologo è un tassello fondamentale, tanto per le scoperte medievali a San Marino quanto per la rinascita di Reggio». Un percorso di valorizzazione che, ha concluso la referente, proseguirà con ulteriori ricerche e iniziative «dedicate all'opera di un grande protagonista che la città non può assolutamente dimenticare».