Il coordinamento delle associazioni riunitosi denuncia i ritardi e avanza
proposte
La biblioteca del Comune di Gioia Tauro ha ospitato l’incontro del
coordinamento regionale delle associazioni che si occupano di affido in
Calabria. Un’occasione per denunciare le inadempienze che su questo fronte i
vari Governi regionali di diverso colore hanno accumulato e che nelle diverse
legislature non hanno costruito un sistema di protezione sociale dell’infanzia
abbandonata ed in particolare realizzare, come prevedevano le linee guida che
la Regione si era data già nel 2007, un sistema organico di accoglienza dei
minori che chiedevano il diritto a vivere in una famiglia. Per dare una scossa
a questo immobilismo alcune associazioni calabresi che si occupano di affido,
M’aMa DPDB Calabria, Meta Cometa, Centro Comunitario Agape, Forum Associazioni
Familiari, Maslow, Agorà Kroton, Giovanni XXIII associazioni, Centro Emmaus, hanno
deciso di coordinarsi con un duplice scopo: offrire a tutte le famiglie
calabresi interessate ad aprirsi a questa preziosa forma di solidarietà dei
punti di riferimento per essere informati e accompagnati in questo difficile
percorso e diventare interlocutori delle Regione, Comuni con i loro ambiti, dei
due Tribunali per i minorenni per avviare un dialogo ed una riforma di questo
sistema di accoglienza. L’incontro, coordinato da Claudio Venditti del Forum
associazioni familiari, ha visto i saluti del Sindaco Aldo Alessio e del
Vescovo di Oppido-Palmi mons. Francesco Milito che ha seguito tutti i lavori ha
salutato come un segno di speranza per i minori la scelta di tanti associazioni
che hanno deciso di fare rete, un autentico cammino sinodale per crescere
insieme come Chiesa e come società civile ha apprezzato e incoraggiato molto
l’iniziativa. La magistrata Minorile Mirella Schillaci del tribunale per i
minorenni di Reggio ha sottolineato la necessità di avere famiglie di appoggio
per i minori che superano i dieci anni di età o che hanno delle patologie e di
lavorare tutti insieme per recuperare il valore dell’affido come atto di
donazione diverso da quello della scelta adottiva e si è impegnata ad aprire in
tempi brevi un tavolo con le associazioni del coordinamento per avviare dialogo
e collaborazione. I rappresentanti del coordinamento, Geri Bantel, Franco
Corapi, Marco Dato, Mario Nasone hanno chiesto con forza investimenti di
risorse economiche ed umane per evitare che la Calabria, anche in questa occasione,
sia fanalino di coda nelle scelte di politica sociale e ricordato che, “l’infanzia
abbandonata è la parte più debole ed indifesa e non ha lobby e comitati
d’affare che la possano tutelare. Per questo è importante che trovi
cittadinanza e risposte dalle Istituzioni Politiche e dalla società tutta.
Tutto questo è oggi fortemente a rischio e si avverte la necessità di
individuare insieme strategie per ridare dignità alle persone (a partire dai
più piccoli e vulnerabili, ma anche alle famiglie oggi sempre più fragili) e
sostenere l’esigibilità dei diritti”. Le associazioni che si occupano di affido
e adozione sono dei volontari che hanno un ruolo importante nel progetto di
affidamento; non vanno considerati come utenti o semplici fornitori di elenchi di
famiglie disponibili, essi devono essere riconosciuti come interlocutori dagli
operatori dei servizi socio-assistenziali e sanitari, dai giudici minorili Ciò
significa che gli affidatari e le associazioni devono essere preparati,
valutati e supportati nello svolgimento dell'affido, ma anche ascoltati dagli
operatori e dai giudici minorili prima di prendere decisioni significative sul
bambino o sul ragazzo loro affidato: è con loro che lui vive. Le associazioni
del coordinamento, che intende allargarsi anche ad altre realtà, offrono la
disponibilità alla co-progettazione per la creazione dei Centri Affido sui
territori. Importante ai fini di una comunicazione efficace– sostengono le
Associazioni – è la predisposizione di un vademecum per rafforzare servizi sociali
e che comprenda percorsi formativi, per declinare competenze e indicazioni
specifiche per interventi in situazioni di criticità a tutela dei minori. Altri
punti che le associazioni evidenziano, è di facilitare l’accesso dei bambini in
affidamento ai nidi oltreché la cultura dell’accoglienza e dell’affido nelle
scuole, l’iter dei permessi di soggiorno per bambini affidati extracomunitarie
i viaggi all’estero per i ragazzi in affido, soprattutto riguardo agli scambi
scolastici questi temi allora è necessario ritrovare sinergie, e da qui
ripartire per continuare a sostenere il diritto dei bambini e dei ragazzi a
crescere in famiglia. È intervenuto il sindaco di Scido Giuseppe Zampogna anche
nella qualità di presidente dell’'Associazione dei sindaci della Piana di Gioia
Tauro "Città degli Ulivi", il garante dell’infanzia di Gioia Tauro
Antonuccio e il vice-sindaco di Gioia Tauro con delega alla Politiche Sociali
Carmen Moliterno dai quali sono venute proposte importanti utili a rafforzare
gli ambiti territoriali. Pino Varacalli dell’Anci Sanità ha ricostruito il
difficile cammino della riforma del welfare in Calabria e le difficoltà di
risorse dei comuni. Sonia Bruzzese referente ufficio deI Piano Caulonia
dell’ambito territoriale di Caulonia, ha raccontato il lavoro avviato per
costruire un centro affido nonostante le gravi carenze di organico e la
mancanza di integrazione tra sociale e sanitario; Francesca Mallamace
dell’Ordine degli assistenti sociali ha ulteriormente accentuato l’importanza
della figura dell’assistente sociale collante tra famiglia, istituzioni, rete
associative e chiesto un maggiore sforzo ai Tribunali per i Minorenni di
velocizzare le pratiche per la definizione dei provvedimenti di tutela. Carla
Sorgiovanni di Save The Children ha portato un dato inquietante, in Calabria un
minore resta collocato in Centri residenziali in media quattro anni a fronte di
uno a livello nazionale, tempi che sono insopportabili per la crescita dei
bambini che poi in età più avanzata fanno fatica a trovare una famiglia
affidataria o adottiva, Giuseppe Marino delle Camere Minorili e Giudice
Onorario del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria ha confermato la
volontà di intensificare i momenti di formazione per la specializzazione
dell’avvocatura minorile anche alla luce della nuova riforma Cartabia. La
mancata presenza di rappresentanti della regione all’incontro - sottolineano le
associazioni - è stata una occasione persa per ascoltare i vari attori
istituzionali e sociali, ma può essere recuperata. Nell’incontro avuto in
precedenza dal coordinamento con l’assessore regionale Emma Staine si è
concordato come primo atto di istituire un tavolo regionale con tutti gli
interessati per rilanciare affido e adozione in Calabria, di avviare un
monitoraggio sui minori che vivono fuori della famiglia. Questo -concludono le
associazioni organizzatrici –è in primo passo significativo che può produrre
finalmente quel cambio di rotta auspicato – chiosa la nota a firma di: M’aMa
DPDB Calabria, Meta Cometa, Centro Comunitario Agape, Forum Associazioni
Familiari, Maslow, Agorà Kroton, Giovanni XXIII, Centro Emmaus.