A Villa San Giovanni l'incontro con il professor Domenico Gattuso dell'Università Mediterranea
Venerdì 19
maggio nella sala del consiglio comunale di Villa San Giovanni ha avuto luogo
un’iniziativa organizzata dal movimento No Ponte calabrese. Il Professor
Domenico Gattuso, ordinario di Trasporti all’Università Mediterranea di Reggio
Calabria, ha condiviso una relazione dettagliata focalizzata sulla effettiva
necessità della grande opera, proponendo anche una prospettiva alternativa su
come il sistema infrastrutturale in Calabria e nell’area dello Stretto potrebbe
e dovrebbe essere concepito e organizzato.
Diversi i
punti toccati da Domenico Gattuso, che hanno rivelato – ancora una volta –
l’estrema indeterminatezza economico-finanziaria, ingegneristica e
trasportistica su cui poggia la realizzazione – annunciata – del ponte, per non
parlare dell’impatto ambientale dell’opera.
Oltre alle
incognite di natura finanziaria – il costo del Ponte è lievitato del 60% in
poco più di dieci anni; l’aumento del prezzo di materie prime ed energia
richiede un aggiornamento delle spese previste e nonostante i vari annunci non
un euro verrà impegnato dal Pnrr – tante sono le problematiche strutturali.
Come ha illustrato Gattuso, a fronte di un valore decrescente dei traffici
nello Stretto e considerata l'innovazione tecnologica che vede investire sempre
più – in Europa e nel mondo – in trasporti marittimi meno inquinanti, moderni
ed efficaci, pare evidente che costruire il Ponte sia soprattutto un regalo ai
privati, che infatti da mesi ci mettono al corrente di quanto siano contenti
che la favola del Ponte sia di nuovo raccontata agli italiani.
Eppure tanto
si potrebbe fare per rendere sostenibile la mobilità nello Stretto. I pendolari
tra le due sponde spendono cifre che non hanno eguali in Italia e nel mondo a
parità di chilometri di spostamento. E l’esosità delle tariffe e la scarsità di
corse (soprattutto di mezzi veloci tra Reggio e Messina) non vengono
minimamente risolte dall’eventuale Ponte sullo Stretto, dato che le rampe di
accesso sorgeranno tra Palmi e Gioia Tauro, rendendo necessario il collegamento
dinamico tra Calabria e Sicilia, esattamente come oggi.
Se diversi
studi sottolineano come non esista un nesso causale tra super-investimento
infrastrutturale e crescita economica, è evidente invece come un nuovo sistema
di trasporti sostenibile (sia per l’ambiente che per le persone) e diffuso, di
cui cioè andrebbero a beneficiare le diverse aree della nostra regione,
produrrebbe più di un miliardo di euro di vantaggio ambientale e garantirebbe
un risparmio economico notevole per i cittadini, che andrebbero certamente
coinvolti in una costruzione partecipata e non calata dall’alto di un modello
di sviluppo reale e al tempo stesso alternativo.
Sono i
territori a doversi esprimere sulle decisioni strategiche per il presente e il
futuro dei suoi abitanti, e in questo senso l’iniziativa di venerdì è stata
organizzata nell’ambito di un percorso di mobilitazione che prevede anche
momenti di condivisione di saperi e conoscenza, necessari per smontare una
propaganda incantatoria e bugiarda che, proprio nel momento in cui il progetto
di autonomia differenziata sta per rendere perenni le diseguaglianze tra nord e
sud, va respinta con forza al mittente.
Ribadiamo –
chiosa la nota - che ogni mercoledì alle 18 il movimento No Ponte si riunisce
al centro ‘Nuvola Rossa’ di Villa San Giovanni. Le assemblee sono aperte al
contributo di tutte e di tutti: mai come in questo momento la partecipazione è
necessaria per difendere il nostro territorio da speculazioni e ricatti!