La riflessione del segretario nazionale del sindacato per la Scuola
“Adesso è
il momento di dare un segno tangibile della volontà di cambiar marcia, occorre
che il personale della scuola torni a
riconoscersi nella sua Istituzione guardando al futuro con il piglio
ottimistico che alcune posizioni del Ministero lasciano presagire. È tempo che
la considerazione verso il personale scolastico, sia esso docente che Ata,
tante volte asserita si trasformi in
fatti e quindi in un rinnovo contrattuale che accolga in modo innovativo tutte
le esigenze del comparto”.
Questa l’affermazione del Segretario Nazionale Ugl
Scuola, Ornella Cuzzupi, che
continua:
“Noi
comprendiamo – afferma il Segretario nazionale – le difficoltà che vi sono ma, considerata anche l’interlocuzione
attenta che questo ministero manifesta, è
adesso che occorre mettere in atto
una semplificazione dei processi e lo
sforzo comune di dare risposte concrete per avviare quel processo virtuoso
che deve spingere la scuola verso il futuro avvicinando, in maniera realistica
e soprattutto corretta, gli studenti al mondo produttivo. Non è possibile che il nostro personale abbia uno stipendio che, in
media, rimane fanalino di coda sia nel comparto pubblico nazionale che in
Europa. Non è solo questione di denaro - che pure è un aspetto di forte
importanza -, ma è anche il vedersi attribuita la rilevanza che un tale
comparto, un comparto che disegna il futuro del Paese, merita”.
Ma Ornella Cuzzupi non si ferma allo specifico
aspetto economico spaziando su vari temi che necessitano di essere rivisti,
alcuni dei quali ancora poco sollevati - prosegue la nota.
“Vi è poi
il problema di chi lavora lontano dalla propria famiglia. Una questione che non
investe solo la necessità di accelerare il ritorno verso casa, e quindi rivedere i termini della mobilità, ma
anche quella relativa alla spesa da
sostenere per gli alloggi di chi svolge il proprio compito fuori regione.
Si parla tanto, e giustamente, del problema legato al costo degli alloggi che
devono affrontare gli studenti universitari, ebbene analoga questione esiste
per il nostro personale impegnato in sedi lontane dalla propria naturale
residenza. Tra l’altro molti di loro si trovano realmente in difficoltà perché oltre a doversi sostenere nelle città in
cui esercitano devono garantire il necessario supporto alla propria famiglia.
Un aspetto che, se sottovalutato, rischia di trasformarsi spesso in critica
emergenza. Per questo – continua Cuzzupi – chiediamo
al Ministro di prevedere, se non una sorta di calmiere dei fitti legati alla
professione scolastica, almeno un bonus – da riparametrare secondo precisi
canoni – in modo da garantire, un
bilanciamento più equo tra personale che svolge lo stesso compito. Noi,
come Ugl Scuola, crediamo che la strada per raggiungere un accordo che possa
rappresentare un importante step per la scuola del futuro esista, ora però tocca costruire dopo le tante,
troppe macerie che gravano sul settore”.