Le memorie di Abele per non dimenticare il passato

Autore Redazione Web | mer, 24 maggio 2023 13:47 | Le-Memorie-Di-Abele America-Liuzzo

Presentata la raccolta della poetessa e scrittrice calabrese America Liuzzo.

Presentata presso la Sala parrocchiale della Chiesa di San Giorgio Extra la raccolta poetica “Le memorie di Abele” Florilegio dell’olmo laurentino, della poetessa e scrittrice calabrese America Liuzzo. La raccolta-composta da 14  liriche emozionanti ,malinconiche, a tratti struggenti, a cui si accompagnano fotografie di forte impatto visivo che ritraggono un imponente ed antico olmo situato a San Lorenzo superiore- invita il lettore  ad una profonda riflessione.

A quest’albero plurisecolare il cui nome è Abele, è dedicata infatti la suggestiva raccolta, frutto  del lavoro del Pettirosso, Associazione culturale a carattere cinefilo che è impegnata nella ricerca, recupero e diffusione storica del territorio di San Lorenzo in Valletuccio.

 L’olmo di San Lorenzo superiore, così com’è rappresentato poeticamente da America Liuzzo, Presidente dell’Associazione il Pettirosso, ha un cuore ed un’anima. Vibranti le sue parole che diventano poesia, drammatica la tensione del racconto che si snoda attraverso i versi poetici, che rendono Abele protagonista, dotato di pensiero e di parola. Il vecchio olmo, nonostante non appartenga al genere umano, conosce molto bene il mondo.  Lo ha visto passare sotto i suoi occhi sin da tempi lontani, si è costruito da sè una interiorità profonda e sofferta a causa del passaggio del tempo, dell’incuria e dell’indifferenza a cui gli uomini lo hanno relegato, dei cambiamenti climatici, dello spopolamento che ha reso il suo paese un luogo triste e desolato .  Abele chiede aiuto, è deluso, amareggiato ,ha sete, sente di essere giunto alla fine del suo percorso. Leggendo o ascoltando le liriche che trasudano una forte tensione emotiva,  ci si può ritrovare  la  stessa drammaticità di alcuni personaggi delle tragedie greche. Abele  ha sete come  Cristo sulla Croce che chiede di essere abbeverato,  consapevole  della  sorte dell’umanità che, in nome di una modernità   fasulla e povera  di valori,  ha abdicato al passato, rinnegando le proprie origini. Abele, testimone silenzioso della storia   dell’uomo , ora è stanco, alla stregua di qualunque essere umano che sta per lasciare la vita.

Il suono degli strumenti di Salvatore Gerace, membro del progetto Asprolab, costruiti a mano insieme a Nazzareno Murdica, ha accompagnato la lettura  di alcune poesie  con  fischiotti, zampogna, lira calabrese, quest’ultima suonata da Peppe Zindato, creando un’atmosfera magica, una vera e propria immersione in un mondo  di antiche tradizioni, che piano piano sta  scomparendo. Alcuni interventi hanno arricchito la serata, come Il  saluto dell’autorevole prof. Domenico Minuto, cittadino onorario di San Lorenzo superiore , che    ha sottolineato come  al centro dell’opera di America Liuzzo “vi sia   la celebrazione della vita che umilmente, faticosamente e dignitosamente persiste nella speranza, nonostante la dissipazione del tempo, delle vicissitudini e soprattutto della smemorata noncuranza degli uomini che non riconoscono il sacro nemmeno nella natura… “

Don Domenico Nucara, Parroco di San Lorenzo Superiore ha ringraziato la scrittrice e poetessa sua compaesana per avergli donato un piccolo gioiello poetico” specificando come «L'olmo laurentino, il cui nome richiama il personaggio biblico di Genesi, rievoca la figura del giusto, del pastore innocente che offre le sue primizie a Dio. Può essere interpretata come metafora dell'innocenza propria di una natura incontaminata e della "guida" di diverse generazioni, come guide sono i pastori dell’ Aspromonte, che nel corso della storia hanno visto e continuano a vedere in questo segno una garanzia della loro identità. Un'esistenza, quella di Abele, che si colloca storicamente e spazialmente tra due chiese, che richiamano due “mondi” culturali tra loro complementari: la chiesa dittereale, dedicata a S. Maria della Ceramia, nella quale veniva officiato il rito bizantino; e la chiesa arcipretale, dedicata a S. Maria della neve, di rito latino. “Mondi” abbracciati e collegati idealmente dai rami dell'olmo, come fossero braccia di un unico corpo».

Anna Eneide escursionista e amante della natura, ha incentrato il suo intervento sul significato a cui è associato storicamente la pianta di Olmo e sulla necessità di una riflessione sull’egocentrismo umano che considera le piante, immobili e muti arredi del nostro mondo. «Senza di loro noi ci estingueremmo in breve tempo, invece le piante potrebbero vivere senza di noi e, sicuramente, meglio».

Raffaella Imbrìaco

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