Oggi a Rosarno un 38enne ha perso la vita cadendo da un ponteggio per cause in corso di accertamento
Ancora un incidente sul lavoro. Ancora una vittima in Calabria. Esprimendo
la massima vicinanza alla famiglia dell’operaio deceduto, nel chiedere che
forze dell’ordine e magistratura accertino ogni eventuale responsabilità, non
possiamo esimerci dal segnalare la necessità del massimo rispetto delle norme
di sicurezza che informano il corretto svolgimento dell’attività professionale.
Continuiamo a ripeterlo, e vorremmo non doverlo fare più, per fermare questa
emorragia è necessario il massimo impegno della politica, delle parti sociali
ed imprenditoriali. La politica, però, è poco attenta alle questioni del
lavoro e della sicurezza: ci sono 1.200 morti ogni anno, in Calabria in questi
ultimi mesi il numero si è amplificato drammaticamente, e noi chiediamo che ci
si ponga l'obiettivo di zero morti sul lavoro. Obiettivo che, in splendida
solitudine, abbiamo lanciato con la nostra campagna avviata in piena emergenza
da pandemia Covid.
Questo è il nostro impegno: continuiamo a rivendicare misure utili per
cancellare questa tragedia.
Tutto ciò nella convinzione che il tema della sicurezza sul lavoro deve
innanzitutto diventare culturale. È necessario aumentare le ispezioni, intervenire
sulla sicurezza - anche parlandone nelle scuole – e sulla precarietà.
Va fatta - come sostenuto dal Segretario generale della Uil Pierpaolo
Bombardieri - una operazione verità: quando si violano in modo doloso le norme
sulla sicurezza, non possiamo parlare di incidente sul lavoro, ma dobbiamo
avere il coraggio di chiamarlo omicidio.
Siamo convinti che si debba creare una Procura speciale, chiamata ad occuparsi
di sicurezza sul lavoro. Proponiamo, infine, anche l’istituzione del reato di
omicidio sul lavoro e una revisione della riforma Cartabia, che accelera la
strada per la prescrizione nei processi per incidenti sul lavoro e
l’applicazione di una attenzione particolare alla precarietà e all’alternanza
scuola-lavoro - chiosa la nota a firma di Maria Elena Senese, Segretario generale FenealUil Calabria.