Le difficoltà dell'oggi costringono i cittadini a rifugiarsi in ricordi nostalgici.
La conferenza stampa di consegna del S. Giorgio d'Oro a Manu Ginobili, ex cestista della Viola e straordinario protagonista della NBA a stelle e strisce, ha suscitato grande emozione in città. Il ricordo dell'eccezionale periodo vissuto dal basket reggino tra la fine degli anni '80 e gli inizi del millennio ha commosso tanti cittadini-tifosi. Un qualcosa che sembra difficilmente replicabile, almeno nel breve periodo, viste le difficoltà che la Pallacanestro Viola, appena retrocessa in B2 interregionale, sta vivendo. Un declino che ha colpito, a cascata, anche le società minori che oggi, come documentato in un nostro servizio televisivo, hanno difficoltà ad individuare strutture sportive per proseguire l'attività.
Purtroppo, facendo una riflessione di più ampia portata, sono tanti gli ambiti sociali che suscitano la nostalgia dei reggini. Rimanendo nel mondo dello sport, è di stretta attualità la complessa situazione riguardante la Reggina 1914, la cui iscrizione al prossimo campionato di B è stata, in prima battuta, rifiutata dalla Covisoc. Sono giorni di passione quelli vissuti dai tifosi amaranto, anche se sarebbe più corretto dire anni. Sì, perché ogni volta si spera che il salvatore di turno porti la società fuori dalle sabbie mobili, ma la possibilità di vedere sparire la squadra del cuore dal calcio che conta terrorizza i tifosi amaranto ai quali non resta altro che voltarsi indietro. Così il pensiero vola a Pirlo e Baronio, ai gol di Kallon, Bianchi e Amoruso, alle punizioni di Nakamura, agli storici capitani Poli, Giacchetta e Cozza, che in serie A, quando il nostro massimo campionato era il migliore al mondo, facevano tremare anche gli squadroni. E al Granillo arrivava anche la Nazionale.
E chi scorda la Medinex? Capace di vincere uno scudetto (poi revocato), una Coppa CEV, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, la società sparì di colpo dal panorama del volley femminile con la cessione del titolo nel 2002. Oggi, le società di pallavolo, con la chiusura della palestra "Palloncino", rischiano di non poter iniziare la stagione.
Volgendo lo sguardo altrove, verso la fine del secolo scorso, Reggio Calabria iniziò a vivere un periodo di fulgore: la città si era finalmente dotata di un vero lungomare che, in un batter d'occhio, divenne l'ombelico del mondo, centro della movida estiva. Arrivarono gli anni dei grandi concerti (Duran Duran, Natalie Imbruglia, Pooh, Ricky Martin, le tappe del Tim Tour...) e di RTL 102.5 che, per un mese intero, trasmetteva dalla punta dello Stivale, senza dimenticare il cinema all'Arena dello Stretto.
Se si pensa, poi, agli anni d'oro del Lido Comunale e dell'Arena Lido, quando la struttura balneare non versava nelle attuali condizioni ed era la location estiva preferita dei reggini stanziali e di ritorno... Come non ricordare, poi, che l'aeroporto dello Stretto, il Tito Minniti, movimentava oltre 500mila passeggeri l'anno, con punte di 700mila, con rotte verso tante città italiane e non solo.
Potremmo continuare a fare esempi simili, ma l'essenza della riflessione non cambierebbe: i reggini continuano a voltarsi indietro per trovare la forza di sperare ed andare avanti, evidentemente con poca fiducia nel domani. E così, il ritorno di Ginobili si trasforma in un cullarsi dolce-amaro nel passato, almeno per chi quel passato lo ha vissuto. A chi, invece, non ha avuto la stessa fortuna, restano solo i ricordi tramandati attraverso i racconti o le immagini.
Sarebbe ora, invece, di voltarsi in avanti e iniziare a lavorare affinché si realizzi un "Ritorno al Futuro", senza scomodare la Delorean e Doc Brown.