«Come previsto Rotonda Lido abbandonata e nessun evento relativo ai Bronzi di Riace».
Era
il 19 maggio quando scrissi che, senza l’immediata emanazione di un bando a
seguito dello sgombero, la Torre Nervi sarebbe rimasta chiusa in balia di
vandalismo e degrado. Siamo al 14 luglio e le mie previsioni si sono avverate.
La Rotonda del Lido con la sua splendida balconata è chiusa, abbandonata. Un
pugno in un occhio nel mezzo del Lungomare, quello che dovrebbe essere il fiore
all’occhiello della città.
L’1
giugno 2022, invece, scrivevo che Reggio aveva perso una gigantesca occasione
non riuscendo a mettere in piedi uno straccio di programmazione e promozione efficace
per il cinquantesimo dei Bronzi di Riace. Tra le altre cose all’epoca si disse
che, dato il ritardo, nell’anno successivo si sarebbe provveduto a organizzare
meglio le cose per valorizzare i Guerrieri di Riace. Forse mi sarà sfuggito ma
mi sembra che nulla sia stato fatto. Per l’ennesima volta.
Vedete,
parliamo di due vicende molto diverse che però sono facce della stessa
medaglia. Rappresentano plasticamente la situazione quasi kafkiana che stiamo
vivendo. Sembra che a Reggio Calabria ci si stia mettendo d’impegno per rendere
le cose peggiori più di quanto già lo siano, aggiungere difficoltà a difficoltà,
far scappare quei pochi turisti che girano spaesati in un luogo che non offre
il benché minimo servizio serio e professionale di accoglienza o d’informazione.
Reggio
è quella città dove nel centro storico (e non solo) manca l’acqua ma in
compenso abbondano i rifiuti, dove i lavori per riasfaltare il lungomare si
protraggono sino estate inoltrata, dove nel pieno di quella che dovrebbe essere
la stagione turistica si inizia a lavorare per la riqualificazione del Lido
Comunale, dove si aprono cantieri per nuove opere mentre quelle realizzate non
vengono neanche manutenute.
Reggio
è la città dove l’Estate Reggina, il contenitore degli eventi che dovrebbe
valorizzare e caratterizzare la stagione estiva cittadina, altro non è che un
guazzabuglio imbarazzante di qualsiasi cosa, senza un ordine, una visione
strategica, una coerenza. Un minestrone dove i pochi eventi validi vengono fagocitati
da decine di altri che nulla hanno a che vedere con la programmazione che
dovrebbe portare avanti il capoluogo dell’area metropolitana.
Reggio
è la città dove invece di agevolare chi vuole fare impresa lo si ostacola, dove
si devono aspettare tempi inaccettabili per ottenere autorizzazioni per
l’occupazione del suolo pubblico e dove si decide tout court, data la mancanza
di un piano stabilito e condiviso, di non concedere più autorizzazioni per ztl
e isole pedonali anche in quelle strade che non creano alcun problema alla
viabilità, producendo un danno agli imprenditori, ai potenziali turisti e ai
cittadini. In compenso è la città più tassata d’Italia, con le aliquote che
vengono tenute al massimo anche ora che si potrebbe intervenire per abbassarle.
Reggio
è una città senza una visione, una strategia, un’idea di sviluppo e questo lo
si nota ancor di più sotto il cocente sole estivo che fa “brillare” tutte le
mancanze che ormai non sono più sopportabili né ammissibili.
Comprendiamo
le enormi difficoltà nel gestire una città come la nostra ma questo non basta
più a giustificare lo stato in cui versa e l’inefficienza dell’azione
amministrativa.
Come
Confesercenti continueremo a dare il nostro contributo rimanendo interlocutore costruttivo
per trovare soluzioni che mirino al bene e allo sviluppo di Reggio ma crediamo
di avere il diritto di pretendere che si faccia di più, molto di più e meglio.