Il segretario generale calabrese è intervenuto al convegno di Italia Viva
“Realizzare alleanze
propositive allargate, che non siano semplici cartelli elettorali, per
rivendicare attenzione verso la Calabria, su alcune priorità come la Statale
106, l’Alta velocità, la Zes, la Sanità, per evitare che
il corto circuito attuale con Roma possa mettere a rischio le potenzialità ancora
inespresse del Pnrr ed evitare che questo Governo, il più disattento della
storia verso il Mezzogiorno, limiti la crescita del nostro territorio".
È questa la
richiesta lanciata dal Segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo
dall’iniziativa sull‘autonomia
differenziata organizzata da Italia Viva in collaborazione con il movimento Sud
chiama Nord che si è svolta ieri a Reggio Calabria.
“Contro questo
progetto - afferma il Segretario generale della Uil Calabria - è necessaria una
ferma opposizione politica ed istituzionale. Il progetto Calderoli è antistorico,
decontestualizzato rispetto a quello che si sta realizzando in Europa e in
netto contrasto con gli indirizzi dell’Unione europea per quanto riguarda la riduzione delle diseguaglianze”.
Per Santo Biondo,
infatti, “La proposta del ministro leghista, questo non lo si deve mai
dimenticare, cozza con le previsioni della nostra Carta costituzionale che,
senza tema di smentite, fissa il criterio insopprimibile della perequazione
fiscale, senza vincoli di destinazione, nell’interesse dei territori non minore capacità per abitante".
Poi, il Segretario
generale della Uil Calabria entra nei tecnicismi della norma. “Quando il
decreto Calderoli fissa il principio che i Lep verranno finanziati con legge di
bilancio si pone in netto contrasto con le previsioni dei legislatori costituenti.
Al ministro, quindi, andrebbe chiesto non come si determinano i Lep ma come gli
stessi saranno finanziati”.
“La verità sta nel
fatto - questa una delle critiche di Santo Biondo - che questo progetto
Calderoli ha come vero obiettivo non dichiarato la gestione del residuo fiscale
in favore delle regioni del Nord e non l’attuazione dell’articolo 116 della
Costituzione che predispone i passaggi di legge determinanti per arrivare al
regionalismo differenziato”.
“Così costituita la
norma proposta dalla Lega e dal ministro Calderoli, nel bypassare il dibattito
in Parlamento, finirà per produrre degli squilibri territoriali, economici e
sociali - spiega il Segretario generale della Uil Calabria - tali da intaccare
il principio dell’unità nazionale che, sancito dall’articolo 5 della Costituzione, rappresenta uno dei principi supremi
dell’ordinamento
costituzionale".
"Il rispetto di
questo principio fondante - conclude Santo Biondo - deve far valutare al
Governo e alle istituzioni di questo Paese se il regionalismo asimmetrico, come
concepito dal ministro Calderoli, sia coerente con una sostenibilità finanziaria
dello Stato che sia in grado di garantire la solidarietà nazionale verso quei
territori, in primis quelli meridionali, che sono più in difficoltà”.