Il punto del presidente del Consiglio d'Istituto sul dimensionamento scolastico
di Giorgio Nordo* - Tutti ricorderete come, per placare la protesta dello
scorso 11 ottobre a Piazza Italia in cui una folla di alunni e genitori
dell’Istituto Comprensivo Galilei-Pascoli, inferociti per l’incomprensibile
e irragionevole rifiuto della Città Metropolitana di recepire, come previsto
dalla normativa, la proposta del Comune di Reggio Calabria che – votata più di
una settimana prima all’unanimità dalla Giunta Comunale – prevedeva il
mantenimento dell’autonomia dell’Istituto, il sindaco f.f. Versace, non
solo si sia affrettato a ricevere tempestivamente i rappresentanti della
protesta ma alla fine di un incontro che non è certo cominciato con toni
amichevoli, abbia pubblicamente annunciato che nel brevissimo tempo a
disposizione prima del Consiglio della Città Metropolitana già fissato per il
prossimo 14 ottobre, avrebbe provveduto tempestivamente a richiedere
ufficialmente una deroga alla Regione per far rispettare la normativa e
garantire la salvaguardia del Galilei-Pascoli e di conseguenza della sua
Sezione Ospedaliera presso il GOM di Reggio Calabria nonché del Coordinamento
Provinciale dell’Assistenza Scolastica Domiciliare di cui questa scuola è
capofila. In un eccesso finale di foga, durante la riunione, si è persino
spinto al punto di dire che era pronto a manifestare assieme a noi contro la
Regione, suscitando perplesso stupore nei presenti.
Ebbene, ad oltre due giorni da queste pubbliche
dichiarazioni con tanto di intervista istituzionale immediatamente rilanciata
in ogni dove dal suo ufficio stampa nel tentativo di sedare la sacrosanta
protesta dei genitori, di tutto ciò non è rimasto nulla. La dirigenza del
Galilei-Pascoli non è stata convocata come promesso, la fantomatica lettera
della Metrocity alla vicepresidente Princi per la richiesta di deroga non
sembra essere stata inviata, né tantomeno alcuna copia di questa missiva è mai pervenuta
per conoscenza come promesso alla scuola ed a questo Consiglio d’Istituto.
Il re (se di re si può parlare) è nudo: non c’era
evidentemente alcuna reale intenzione di salvaguardare la scuola ed i minori
ospedalizzati, si trattava solo di tentare di mettere a tacere una scomoda e
forte voce di dissenso che ha scosso la città preoccupando centinaia di
famiglia che rischiano di vedere compromesso il diritto alla scelta
educativa e, ancor più importante, il diritto allo studio in caso di seri
problemi di salute dei loro figli.
E così, mentre, soprattutto dal versante ionico, pervengono
sempre più copiose le indiscrezioni circa bizzarri “salvataggi” di talune
scuole a danno di altre con uguali o talvolta persino maggiori requisiti di
legge, mentre piovono le minacce di ricorsi al TAR, mentre centinaia di minori
con malattie oncologiche rischiano di perdere già dal prossimo anno la
possibilità di continuare a studiare durante i necessariamente lunghi periodi
di cure, la Città Metropolitana rappresentata dal suo sindaco f.f. Versace si
preoccupa soltanto di alzare il livello dello scontro contro una
amministrazione comunale “sorella” e lancia attacchi politici con toni da vera
e propria faida nei confronti di quelli che fino a poco tempo fa erano compagni
di partito e di coalizione (il Sindaco Brunetti e l’Assessore Nucera in
testa), rei di aver votato all’unanimità e presentato una proposta a tutela di una
scuola che per legge deve essere salvaguardata per manifeste ragioni di
interesse pubblico e di tutela dei diritti dei minori.
Stupisce che la vicepresidente della Regione, da sempre
attenta alla salvaguardia dei diritti delle fasce più deboli, non intervenga a
difesa del Galilei-Pascoli, ancora prima che venga raggiunta dalla fantomatica
missiva della Città Metropolitana, stupisce che né il Garante della Salute né
il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria siano
intervenuti per censurare questo inaccettabile e pregiudiziale rifiuto della
Città Metropolitana a prendere atto di una legittima e unanime proposta della
Giunta Comunale di Reggio Calabria.
Un rifiuto, quello della Città Metropolitana, che suona
tanto più equivoco perché artificiosamente basato su un presunto ritardo di
pochi giorni nell’acquisizione della proposta, un ritardo che, in verità, non è
affatto sanzionabile in quanto la normativa superiore non prevede alcun
termine perentorio in tal senso. Tra l’altro, se davvero la MetroCity
avesse davvero voluto rispettare tale termine non si capisce come mai lo
stesso Consiglio Metropolitano, qualche giorno dopo, ben oltre il termine che
adesso si finge di voler rispettare, abbia convocato i Sindacati per ulteriori
consultazioni.
Come se non bastasse, proprio oggi nel ricevere i
rappresentanti della scuola Nosside-Pythagoras anch’essi in agitazione per via
dell’ipotesi di accorpamento, il f.f. Versace, oltre a prospettare mirabolanti
successivi riordini scolastici dopo l’accorpamento (come dire: adesso prendo
questi piatti a martellate, li spezzetto e il prossimo anno li incollo con
l’attak) ha affermato che l’accorpamento della Nosside-Pythagoras è stato
deciso del Comune e che la MetroCity non può far altro che recepire tale
proposta come del resto previsto dalle linee guida, riferendosi evidentemente
alla (unica) Delibera della Giunta Comunale n. 210. Purtroppo per lui, però,
si tratta della stessa delibera che, con riferimento alla Galilei-Pascoli, ha
dichiarato irricevibile perché a suo parere tardiva. Delle due l’una: o
la delibera comunale non è ricevibile e quindi la Nosside-Pythagoras non ha
alcunché da temere oppure è ricevibile sia per quanto riguarda la
Nosside-Pythagoras che per il Galilei-Pascoli che in questo caso vedrebbe
riconosciuto il suo diritto all’autonomia sulla base delle specificità legate
alla presenza della Sezione Ospedaliera ed al Coordinamento Provinciale per
l’Assistenza Scolastica Domiciliare. Tertium non datur o meglio, una terza
opzione potrebbe esserci ma configurerebbe una sorta di annebbiato delirio di
onnipotenza dell’interlocutore istituzionale, una ipotesi alla quale preferiamo
non pensare.
Si tratta dunque, per quanto ci riguarda, di un volontario
arroccamento su scelte già assunte a tavolino dalla Città Metropolitana, scelte
che al di là delle belle parole di comodo non tengono in alcun conto i diritti
degli alunni e degli studenti del Galilei-Pascoli, il diritto alla scelta
educativa ed ancor più grave il diritto allo studio di tanti minori malati
che contano sull’organizzazione interna della Scuola in Ospedale e
dell’assistenza Scolastica Domiciliare da tanti anni erogata esclusivamente da
questa scuola, diritti questi che – al di là delle finte e stucchevoli
rassicurazioni ufficiali circa il fatto che “la scuola non cambierà” e che
“l’anima dell’Istituto verrà mantenuta” rischiano di essere cancellati tra
poche ore con un tratto di penna da chi, riteniamo, tiene più alla propria
carriera politica piuttosto che al bene della città.
Ma noi non ci stiamo è qualunque dovesse essere la piega che
questo processo di dimensionamento prenderà, qualora le nostre legittime
istanze non dovessero essere riconosciute e soddisfatte, incuranti della faida
politica che si sta svolgendo sulle nostre teste e che pretende (senza
successo) di coinvolgerci, continueremo a combattere ed a far sentire
pubblicamente e con forza la nostra scomoda voce anche a chi – come ci è
stato detto – non vuole che si parli dei diritti dei tanti minori ammalati
per i meschini interessi di pochi e protesteremo in ogni singola piazza di
questa città o di questa regione fintanto che non vedremo tutelati i nostri diritti
costituzionali.
*Presidente
del Consiglio d’Istituto del “Galilei-Pascoli”