Nell'inchiesta sulla criminalità organizzata a San Siro emergono nuovi particolari che evidenziano la forte pressione dei clan
Il nome del giornalista e massmediologo Klaus Davi compare a pagina 340 dell’indagine della Dda sugli Ultrà dell’Inter arrestati lo scorso lunedì nella maxi operazione effettuata dalla polizia milanese. In queste pagine si possono leggere anche le parole di Giuseppe Calabrò detto ‘Dutturicchiu’ di Africo, considerato come una delle massime espressioni apicali della ‘Ndrangheta della Locride e quelle del cognato Giuseppe Caminiti.
All’interno del loro dialogo si parla chiaramente di alcuni articoli pubblicati su quotidiani nazionali: …nella prima parte della conversazione veniva affrontato, ancora una volta, l’argomento relativo alla pubblicazione sulla stampa di un articolo relativo a vicende giudiziarie legate alla realtà della criminalità milanese. Era evidente che l’articolo cui gli stessi si riferivano era quello pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” il precedente 07.12.2022 in relazione al quale i due si spiegavano come mai fossero state evidenziate sui giornali con i nomi e con riferimenti diretti anche allo zio Papandrea Salvatore, analizzando i rapporti esistenti tra quest’ultimo e calabrò Giuseppe “(…) Calabrò: hai visto gli articoli che sono usciti? Caminiti: si, sul Fatto (Il Fatto Quotidiano)... sul Fatto, che poi non capisco il motivo perchè l'hanno fatto uscire... questo qui eh?...questo qua non è Klaus Davi? Calabrò: no, no, quello del Fatto Quotidiano”. Nel 2018 Klaus Davi aveva strappato la foto del boss Calabrò in diretta tv su Rai News 24, mentre parlava della sua proposta di candidatura a sindaco di San Luca, il titolare dell’omonima agenzia di comunicazione ha mostrato la foto di Giuseppe Calabrò, detto u dutturicchiu, a lungo residente a Milano e riconosciuto capo del narcotraffico internazionale e tornato a vivere tra Bovalino e San Luca. “Vedete – ha detto nel corso del programma strappando la foto del super Boss – questo è Giuseppe Calabrò detto u dutturicchiu, cittadino di San Luca. Il suo voto non lo voglio. Voglio i voti delle centinaia di sanluchesi onesti, delle persone per bene che vorrei aiutare con il mio impegno. Ma non il suo”.