La situazione nel plesso Giudice Scopelliti
Una situazione di esasperazione che ha portato la signora Catia Gattuso, rappresentante dei genitori degli studenti dell'istituto "Giudice Scopelliti" a denunciare quanto segue:
“Le sezioni della scuola secondaria dell'Istituto Galluppi Collodi Bevacqua da settembre sono state trasferite presso il plesso Giudice Scopelliti in seguito all'accorpamento dei due comprensivi.
Nelle scorse settimane, a causa del primo calo delle temperature, i nostri figli hanno patito il freddo a tal punto da portarsi in aula dei plaid, sembra assurdo ma è così! I locali sono totalmente inadeguati, in quanto sono stati adibiti ad aule anche depositi e laboratori per fare fronte all'aumento del numero di classi dovuto al dimensionamento e alla contemporanea chiusura del plesso Galluppi per inagibilità.
Abbiamo inviato PEC all’USR, alla DS, pur sapendo che la competenza sull’edilizia scolastica è in capo al Comune.
Il nostro intento era consentire alla comunità studentesca di potere studiare in ambienti scolastici accoglienti e idonei. La Dirigente ha più e più volte segnalato la situazione agli uffici comunali preposti, ma evidentemente con scarsi risultati.
Avrebbe proposto di trasferire i radiatori e la caldaia dall’istituto Galluppi per portarli presso l’istituto ospitante, soluzione inattuabile poichè la struttura è del tutto priva di impianto.
Abbiamo preso contatti a inizio dicembre con l'Assessora alla pubblica istruzione, subito disponibile nel dialogare con noi. Abbiamo segnalato anche altre situazioni esistenti in altri plessi del Comprensivo, alcuni risolti, altri no. Rientrati dalle festività natalizie il problema si è ripresentato e abbiamo ricontattato l'assessora alla pubblica istruzione che ci ha prospettato come soluzione (non immediata sicuramente) il dialogo con i lavori pubblici per l'allaccio al metano e quindi l'istallazione dei termosifoni.
(Con dei climatizzatori si ovvierebbe anche al problema inverso ma sarebbe forse fantascienza...)
Nel breve termine il problema rimane. Quindi io e un'altra mamma, entrambe rappresentanti di classe, abbiamo iniziato a contattare le varie aree del comune tentando soluzioni alternative. Siamo state rimpallate tra lavori pubblici e istruzione più volte, con l'unica notizia certa di un tavolo di monitoraggio per i riscaldamenti fatto il 9 gennaio 2025.
Pertanto abbiamo pensato all'unica strada percorribile: fare un po' di RUMORE! E abbiamo scritto ad alcune testate giornalistiche nella speranza che tutto si possa risolvere”, conclude la nota.