Nuove piste investigative emergono nel caso dell’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, grazie a tecnologie moderne e testimonianze riesaminate
Proseguono le indagini sulla tragica morte del giudice Antonino Scopelliti, ucciso in un agguato il 9 agosto 1991 sulla strada statale tra Campo Calabro e Piale. A distanza di anni, la Polizia sta lavorando a una ricostruzione dettagliata del momento in cui l’auto del magistrato fu affiancata da una motocicletta, diversa da quella utilizzata durante l’agguato: in questo caso, si tratterebbe di un modello bianco, simile ma non identico alla moto amaranto usata il giorno dell’omicidio.
L’analisi si basa su nuove testimonianze, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e accertamenti scientifici. Il lavoro della Polizia scientifica include rilievi balistici e la ricostruzione tridimensionale della scena, con l’obiettivo di verificare la veridicità delle informazioni raccolte.
Secondo la ricostruzione attuale, dopo essere stata colpita dai proiettili, l’auto del giudice Scopelliti uscì di strada in prossimità di una curva, finendo contro un muretto dove oggi sorge una stele commemorativa. Il veicolo si ribaltò, terminando la corsa nel senso opposto di marcia, all’interno di un terrapieno.
A dare l’allarme fu Romeo, il proprietario della colonnina di benzina situata nelle immediate vicinanze del luogo dell’agguato. Fu lui ad accorgersi per primo del tragico evento e a segnalare la presenza dell’auto incidentata.
Le indagini proseguono con il massimo riserbo, nel tentativo di far luce su ogni dettaglio e confermare, con elementi oggettivi, le dinamiche di uno degli episodi più drammatici della storia giudiziaria italiana.
Servizio a cura di Pasquale Zumbo e Giorgia Rieto