Il titolare della gioielleria ha raccontato la vicenda che lo ha coinvolto in prima persona
Attimi di paura ieri pomeriggio nel cuore di Reggio Calabria per una rapina che si è consumata ai danni della gioielleria Federica, situata sul Corso Garibaldi a pochi metri dalla Chiesa di San Giorgio al Corso. Due uomini, fingendosi clienti, sono entrati nel negozio subito dopo la pausa pranzo, senza armi, ma aggredendo i titolari nel tentativo di farsi consegnare il maggior numero possibile di gioielli. Durante l'episodio uno dei proprietari ha tentato di resistere riuscendo a far scappare i rapinatori con un magro bottino.
Ancora visibilmente scosso il titolare della gioielleria, Giuseppe Santamaria, ha raccontato ai nostri microfoni la vicenda: “Questo signore è entrato e mi ha detto: “è pronta la mia catenina da 300 euro?”, ho risposto: “Ma noi non abbiamo una vostra catenina”. Mentre parlavamo, lui si è precipitato dietro il bancone e io purtroppo ho capito che era cominciata una rapina. Ci siamo avventati l'uno contro l'altro, siamo caduti a terra, lui ha confidato sulla sua prestanza fisica, ha cercato di tapparmi la bocca perché ho cominciato a gridare, a chiedere aiuto, dopodiché, non so quanto tempo sia passato, l'abbiamo messo in fuga.
L’altro complice ha aggredito mio fratello che è finito all'ospedale con una ferita alla testa. Fortunatamente sono intervenute immediatamente le forze dell'ordine: quello che ha aggredito me è stato placcato da un ragazzo, ed è stato arrestato. Non è una cosa piacevole da subire, è un'aggressione vera e propria e per noi sarebbe stata una cosa pesante, molto pesante, perché in questo periodo io l'ho sempre detto “noi siamo una banca aperta”. Io sollecito e chiedo un'attenzione particolare ai nostri negozi perché siamo come banche aperte, dato che l'oro è una merce spendibile a vista”.