Gioia Tauro: fermati due pescatori di frodo, sequestrati 1.200 ricci di mare in pieno fermo biologico

Autore Giorgia Rieto | ven, 30 maggio 2025 12:52 | Gioia-Tauro Pesca Ricci-Di-Mare

L’operazione è stata condotta dai militari della Guardia Costiera di Gioia Tauro, in collaborazione con il personale della Polizia Stradale di Palmi

Un blitz notturno finalizzato al contrasto della pesca di frodo ha portato al fermo di due pescatori abusivi e al sequestro di circa 1.200 esemplari di ricci di mare, raccolti illegalmente in pieno periodo di fermo biologico.

L’operazione è stata condotta dai militari della Guardia Costiera di Gioia Tauro, in collaborazione con il personale della Polizia Stradale di Palmi. Il veicolo sospetto è stato intercettato lungo il raccordo stradale che collega Gioia Tauro a Palmi. Al momento del controllo, gli occupanti hanno tentato di eludere le verifiche fornendo risposte evasive e minimizzando la natura del carico. Tuttavia, l’evidente nervosismo ha insospettito gli agenti, che hanno proceduto a un’ispezione accurata del mezzo.

All’interno del veicolo sono state rinvenute otto ceste abilmente occultate, contenenti centinaia di ricci di mare, presumibilmente destinati alla vendita nel mercato nero.

A ciascun trasgressore sono state comminate sanzioni amministrative che, in base alle normative vigenti, possono raggiungere un massimo complessivo di 6.000 euro. Le multe riguardano due gravi violazioni: il superamento del limite massimo consentito per la pesca sportiva (fissato in 50 esemplari) e lo svolgimento dell’attività durante il fermo biologico, previsto dal Decreto Ministeriale del 12 gennaio 1995.

Oltre al prodotto ittico, sono state sequestrate anche le attrezzature subacquee impiegate per la pesca illegale.

Grazie all’intervento tempestivo del personale veterinario, è stato accertato che gli esemplari erano ancora vivi. I ricci sono stati immediatamente reimmessi in mare dalla motovedetta CP827 della Capitaneria di Porto di Gioia Tauro, salvaguardandone la sopravvivenza e contribuendo alla protezione dell’equilibrio marino.

L’operazione rientra in un piano più ampio di tutela della biodiversità marina, promosso con determinazione dalla Guardia Costiera. Si ricorda che, per legge, la pesca del riccio di mare è vietata nei mesi di maggio e giugno, periodo critico per il ripopolamento dei fondali, già messi a rischio dalla raccolta indiscriminata.

Un’azione congiunta, quella tra forze dell’ordine e operatori ambientali, che ribadisce l’importanza della vigilanza continua per la difesa del patrimonio marino, bene comune da preservare per le generazioni future.


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