Nuovo incendio doloso alla Cooperativa Valle del Marro: “Atto intimidatorio contro chi lavora con dignità”

Autore Giorgia Rieto | lun, 14 lug 2025 18:49 | Valle-Del-Marro Ndrangheta

La Valle del Marro coltiva oltre 100 ettari di terreni confiscati ai principali clan della 'ndrangheta 

Ancora fiamme sui terreni confiscati alle mafie e affidati alle cooperative sociali. È di oggi la notizia di un nuovo incendio doloso che ha colpito l'uliveto di 11 ettari in località Baronello, nella frazione di Castellace del Comune di Oppido Mamertina, gestito dalla Cooperativa Valle del Marro – Libera Terra.

Le fiamme hanno distrutto circa 830 alberi su quasi 4 ettari dell'appezzamento, con danni ingentissimi: si stima la perdita di circa 20.000 kg di oliva e un calore produttivo destinato a durare almeno tre anni. La parte più colpita è la zona pianeggiante, dove si concentrava la maggior parte del raccolto.

Si tratta di un attacco che segue una lunga serie di intimidazioni mirate contro i beni confiscati e restituiti alla collettività. Nei soli ultimi due mesi, si sono registrati numerosi episodi in Campania, Lombardia, Calabria e Sicilia. In particolare, due cooperative del circuito Libera Terra – la Valle del Marro in Calabria e la Beppe Montana in Sicilia – hanno subito attentati e danneggiamenti gravissimi: incendi, tagli di ulivi secolari, furti e mezzi agricoli distruttivi.

Solo poche settimane fa, altri incendi avevano devastato più di 5 ettari di grano biologico a Gioia Tauro, pronto per la mietitura, e oltre 20 ettari coltivati a Coccumella, nell'agro del comune di Lentini.

La Valle del Marro coltiva oltre 100 ettari di terreni confiscati ai principali clan della 'ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro, tra i comuni di Oppido Mamertina, Rosarno, Rizziconi, Gioia Tauro e Taurianova. La cooperativa Beppe Montana, invece, lavora 95 ettari distribuiti sui comuni di Belpasso, Ramacca, Motta Sant'Anastasia e Lentini, in collaborazione con il Consorzio Etneo per la Legalità e lo Sviluppo.

In una nota, Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie ha parlato di un “segnale di una strategia intimidatoria sistematica, con il chiaro intento di colpire chi lavora con dignità per restituire alla collettività ciò che la criminalità organizzata aveva sottratto”.

«Come Libera – prosegue la nota – siamo vicini alle cooperative, ma è chiaro che il susseguirsi di tali atti è il segnale di un disegno preciso per fermare chi sta realizzando un'economia giusta e sana nel nostro Paese. Ma c'è una verità che non viene cancellata con il fuoco: quelle terre sono tornate libere e il nostro impegno non verrà mai meno. È la risposta più bella che abbiamo imparato a dare: noi ci siamo, accanto a tutti quei percorsi di corresponsabilità che ora hanno bisogno di sostegno, con l'obiettivo di incidere sempre di più nei contesti che attraversiamo».

Questi attacchi, pur causando danni ingenti e gravi difficoltà alle cooperative sociali impegnate nella gestione dei beni confiscati, non sembrano fermare la rete di solidarietà e il lavoro quotidiano di chi, ogni giorno, si batte per affermare un modello di sviluppo pulito e inclusivo, capace di liberare le comunità dal ricatto mafioso.


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