Rivolta nel carcere di Arghillà: situazione fuori controllo, il SiNAPPe chiede lo sfollamento immediato

Autore Giorgia Rieto | gio, 24 lug 2025 08:04 | Arghillà Carcere Reggio-Calabria

Secondo quanto riportato, un gruppo di detenuti provenienti da Campania e Puglia ha innescato una violenta sommossa

Una nuova, gravissima rivolta è scoppiata questa mattina all'interno della Casa Circondariale di Arghillà, portando allo scoperto – ancora una volta – le drammatiche critiche strutturali e gestionali dell'istituto penitenziario reggino. A denunciare con forza l'accaduto è la Segreteria Provinciale del SiNAPPe, il Sindacato Nazionale Autonomo di Polizia Penitenziaria, che parla apertamente di situazione fuori controllo e chiede uno sfollamento immediato della struttura.


Secondo quanto riportato, un gruppo di detenuti provenienti da Campania e Puglia ha innescato una violenta sommossa, rifiutando il rientro nelle celle e devastando gli impianti di illuminazione e videosorveglianza. Durante il tentativo di mediazione da parte del Comandante di Reparto, uno dei rivoltosi si sarebbe armato con due piedi di tavolo distrutto tentando un'aggressione fisica ai suoi danni. Solo l'intervento tempestivo del personale di Polizia Penitenziaria, presente in forze nel piano detentivo, ha evitato il peggio e consentito il ripristino – parziale – dell'ordine.


Il SiNAPPe sottolinea che il reparto versa ormai in condizioni di totale insicurezza, con impianti compromessi, barriere interne inadeguate e una drammatica carenza di personale rispetto alla complessità della situazione. Particolare preoccupazione è rivolta alla presenza di detenuti ex classificazione art. 32 OP, considera ad alta pericolosità, la cui allocazione presso Arghillà – denuncia il sindacato – risulta incompatibile con la fragilità strutturale dell'istituto.


«Il silenzio non è più accettabile», scrive in una nota ufficiale la Segreteria Provinciale, chiedendo il trasferimento immediato dei detenuti responsabilità della sommossa e la sospensione dei futuri invii di detenuti ex art. 32 OP ad Arghillà. Il SiNAPPe chiede risposte urgenti e concrete dalle istituzioni, e ribadisce l'impegno a denunciare ogni episodio che mette a rischio l'incolumità del personale e la sicurezza della struttura.


Una richiesta forte, che suona come un ultimatum, in un contesto che ormai – secondo gli operatori – non è più sostenibile. Ora la palla passa alle istituzioni.





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