Operazione Millennium, estradato dalla Spagna uno dei destinatari delle misure cautelari

Autore Redazione Rtv | ven, 25 lug 2025 07:08 | Millennium Operazione Estradizione Spagna Misure-Cautelari

L’uomo, ritenuto parte integrante del sistema criminale smantellato dai Carabinieri del Comando Provinciale reggino, si trovava all’estero al momento dell’esecuzione delle ordinanze

È stato estradato dalla Spagna e si trova ora in Italia Matteo Costanza, 52 anni, originario di Triggiano (Bari) ma da tempo residente a Maiorca, considerato uno degli uomini chiave del narcotraffico internazionale oggetto dell’operazione “Millennium”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Costanza era latitante al momento dell’esecuzione del blitz dello scorso maggio, che aveva portato a 97 misure cautelari disposte dal Gip distrettuale Francesca Mesto. Su di lui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Costanza agiva come broker internazionale della droga, con il ruolo di referente in Spagna per la cosca Barbaro “Castani” di Platì, storicamente legata alla ‘ndrangheta.

Titolare di un’azienda a Malaga specializzata nel commercio di autovetture, avrebbe sfruttato la sua copertura imprenditoriale per orchestrare l’arrivo in Europa di ingenti quantitativi di cocaina dal Sudamerica, ricorrendo – secondo l’accusa – anche alla corruzione di funzionari doganali per facilitare il passaggio delle merci nei porti europei.

Determinante è stata la sinergia tra il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Reggio Calabria e l’unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), che ha avviato le interlocuzioni operative con le autorità internazionali.

Dopo la localizzazione a Maiorca, è scattata l’azione congiunta della polizia spagnola, che ha arrestato Costanza, poi estradato in Italia nelle ultime ore.

Il suo arresto e rientro nel territorio nazionale rappresentano un nuovo passo importante nella lotta alle ramificazioni transnazionali della ‘ndrangheta, e confermano ancora una volta la capacità operativa delle cosche calabresi nei traffici illeciti internazionali, nonché l’importanza di una cooperazione investigativa sempre più ampia ed efficace.

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