Poliambulatorio di Gallico a rischio trasferimento, scatta la protesta: "Non chiudeteci il diritto alle cure"

Autore Redazione Web | lun, 26 ott 2026 15:16 | Poliambulatorio Gallico Salute Sit-In Protesta

Cittadini, comitati civici e rappresentanti istituzionali hanno promosso un sit-in dinanzi alla struttura della periferia nord di Reggio

Cittadini, comitati civici e rappresentanti istituzionali si sono radunati in un partecipato sit-in dinanzi al poliambulatorio specialistico di Gallico per dire un fermo «no» all'ipotesi di trasferimento dei servizi sanitari verso la sede di via Willermin. Cartelli alla mano per difendere la sanità pubblica e il diritto alle cure nella periferia nord di Reggio Calabria, i manifestanti hanno espresso profonda preoccupazione per lo smantellamento di un presidio di prossimità fondamentale, le cui ripercussioni colpirebbero in primo luogo i pazienti cronici e le fasce di popolazione più fragili.

La struttura garantisce da anni assistenza territoriale a un comprensorio densamente popolato che racchiude Catona, Gallico e Archi, oltre all'entroterra collinare servito dalla Gallico-Gambarie. Come ribadito dai residenti durante il presidio, «questo bacino oggi supera i 40 mila abitanti» e privarlo di un punto sanitario di riferimento significherebbe penalizzare un'intera vallata, perché «spostare una struttura di questo livello è un danno veramente non indifferente».

Alla mobilitazione hanno preso parte anche esponenti circoscrizionali, tra cui il gruppo consiliare "Uniti per Reggio Nord", con il promotore dell'iniziativa il consigliere Giuseppe Giordano, puntando il dito contro le mancate rassicurazioni dell'Azienda Sanitaria Provinciale e l'assenza dell'amministrazione comunale nei tavoli decisionali. A denunciare la situazione ai microfoni di ReggioTV è stato il consigliere comunale Carmelo Versace, che ha sollecitato soluzioni costruttive alternative: «Qui c'è proprio una non volontà politica di mantenere questi presidi sanitari sui territori», evidenziando come «a pagarne le spese» di tagli finanziari e logiche contabili non possano essere, ancora una volta, i cittadini.

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