La postazione, secondo quanto riportato nell'avviso dell'ASP, resterà parzialmente inattiva a novembre. L'ira del Pd cittadino
La carenza di medici mette a rischio la continuità del servizio di Guardia medica a Villa San Giovanni. La postazione, secondo quanto riportato nell'avviso dell'ASP relativo al mese di novembre, è destinata a rimanere chiusa per ben sette giorni, alimentando preoccupazione sul futuro dell'assistenza sanitaria territoriale e sulla possibilità per i cittadini di accedere a un servizio medico di prossimità.
Una situazione che riaccende il dibattito sulle condizioni della sanità pubblica e sulle difficoltà del sistema sanitario nel garantire servizi essenziali, soprattutto nei territori dove la medicina di prossimità rappresenta un presidio fondamentale per la popolazione.
Sulla vicenda interviene Enzo Musolino, segretario del Partito Democratico di Villa San Giovanni, che affida a una nota stampa una dura presa di posizione contro la progressiva riduzione dei servizi sanitari sul territorio. Al centro della sua denuncia, non soltanto la chiusura della postazione, ma anche le scelte organizzative e le iniziative messe in campo per fronteggiare la presunta carenza di personale medico.
«Ma davvero c'è carenza di medici?», domanda Musolino, chiamando in causa le istituzioni e l'ASP. Il segretario cittadino del PD chiede quali concorsi siano stati banditi per garantire personale e condizioni di lavoro adeguate e quali iniziative siano state intraprese per favorire trasferimenti, comandi e distacchi di medici verso le strutture in difficoltà.
Musolino allarga poi la sua critica alle politiche sanitarie nazionali e regionali, denunciando il progressivo indebolimento del Servizio sanitario nazionale e il rischio che i cittadini siano sempre più spinti a rivolgersi alla sanità privata per ottenere prestazioni e assistenza.
«La Medicina di Territorio, l'assistenza di prossimità sembra essere solo un costo», osserva il dirigente politico, che paventa conseguenze sociali pesanti da un sistema nel quale la possibilità di curarsi rischia di dipendere sempre più dalle disponibilità economiche individuali. Nel mirino anche Governo e Regione, accusati di non concentrare sufficientemente l'attenzione sulle esigenze concrete delle persone e sulla tutela dei servizi essenziali.
La conclusione della nota è particolarmente dura e polemica. «La postazione di guardia medica resterà chiusa», scrive Musolino, aggiungendo con amara ironia: «Riapriremo in pompa magna, ne siamo sicuri, al primo morto».