A Campo Calabro la sanità scende in campo: sport e prevenzione uniscono le professioni sanitarie

Autore Redazione Web | mar, 29 set 2026 08:19 | Triangolare Campo-Calabro Sanità Prevenzione

Per la prima volta, le due storiche rivali si sono riunite in un triangolare sotto un’unica bandiera che è quella dell’Ordine dei medici 


Camici bianchi appesi per un giorno e spazio a divise sportive, pallone e scarpe da calcio. A Campo Calabro, la Giornata mondiale della Fisioterapia è diventata l’occasione per riunire sullo stesso terreno di gioco diverse professioni sanitarie, trasformando una competizione sportiva in un momento di confronto, socialità e sensibilizzazione sui corretti stili di vita.

Allo stadio Parrinello-Repaci si è svolto il torneo promosso dall’Ordine dei Fisioterapisti di Reggio Calabria, presieduto da Marco De Luca. Medici, fisioterapisti, farmacisti e biologi si sono ritrovati a condividere la passione per il calcio, ma soprattutto un messaggio comune: la prevenzione passa anche dall’attività fisica e dalla collaborazione tra le diverse figure che operano nel mondo della salute.

A fare da filo conduttore alla giornata è stato proprio il tema scelto dalla World Physiotherapy per l’edizione di quest’anno, dedicato al ruolo dell’esercizio fisico nella prevenzione, nella gestione e nella riabilitazione delle patologie cardiovascolari e dell’ictus.

Per Marco De Luca, presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti di Reggio Calabria, il torneo rappresenta qualcosa di più di una semplice giornata sportiva.

«La World Physiotherapy ha scelto come tema principale il ruolo e l’importanza della fisioterapia e dell’esercizio fisico nella prevenzione, gestione e riabilitazione delle patologie cardiovascolari e dell’ictus», ha spiegato De Luca.

Da qui la scelta di portare il messaggio della Giornata mondiale anche fuori dai luoghi tradizionali della sanità, utilizzando lo sport come strumento di comunicazione e sensibilizzazione.

«È bello vedere gli Ordini della sanità scesi in campo tutti insieme per celebrare questa giornata, ma soprattutto per sottolineare l’importanza dello sport e dell’attività fisica nella prevenzione e nella gestione di queste patologie», ha sottolineato.

Il presidente dell’OFI reggino ha poi evidenziato il valore della collaborazione tra professionisti: «Siamo professioni diverse che appartengono all’ambito della sanità: professionisti differenti, con competenze differenti, che però si intrecciano le une con le altre per garantire sempre quello che è l’obiettivo comune, ovvero la tutela della salute e il benessere di tutti i cittadini».

Un concetto che trova nel torneo una rappresentazione concreta: per una giornata le diverse professioni si sono affrontate sul campo, ma al di fuori della competizione condividono una responsabilità comune nei confronti della collettività.

De Luca ha inoltre rivolto un ringraziamento al sindaco di Campo Calabro Repaci per la disponibilità dello stadio, agli Ordini che hanno aderito all'iniziativa e a Lorenzo Dascola, impegnato nell’organizzazione della rappresentativa dell’Ordine dei Fisioterapisti.

Tra i protagonisti della giornata anche Domenico Laurendi, presidente dell’Ordine dei Biologi della Calabria, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza degli stili di vita nella tutela della salute.

«Lo sport è fondamentale, lo sport è vita», ha affermato Laurendi, spiegando come la promozione dell’attività fisica rappresenti una parte importante del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della biologia e della nutrizione.

«È quello a cui noi, come biologi e biologi nutrizionisti, cerchiamo di educare: la cultura dello sport. È fondamentale per la prevenzione della salute».

L’invito, dunque, è a considerare l’attività fisica non soltanto come una pratica legata al tempo libero o alla prestazione agonistica, ma come una componente di uno stile di vita orientato alla prevenzione.

«Ogni giorno nei nostri studi cerchiamo di promuovere uno stile di vita sano che comprende lo sport», ha aggiunto Laurendi.

La partecipazione al torneo ha inoltre prodotto una collaborazione concreta tra professioni: biologi e farmacisti hanno infatti scelto di presentarsi con una formazione comune.

«È la dimostrazione che l’unione fa la forza», ha osservato Laurendi, collegando il valore della collaborazione anche alle sfide che interessano il sistema sanitario calabrese.

«Stiamo cercando con grande forza di risollevare anche le sorti del nostro sistema sanitario. Ci sono grandi difficoltà, ma sono certo che, insieme come oggi, riusciremo a dare grandi risultati».

A rappresentare l’Ordine dei Medici è stato Rosario Cassone, consigliere dell’Ordine, che ha sottolineato soprattutto la dimensione umana dell’iniziativa e che per la prima volta, le due storiche rivali si sono riunite in un triangolare sotto un’unica bandiera che è quella dell’Ordine dei medici guidato dal dottor Veneziano.

Cassone ha ringraziato Marco De Luca per aver promosso «una giornata di sport e soprattutto di amicizia», evidenziando come il torneo abbia consentito a colleghi che normalmente si incontrano in ambito professionale di ritrovarsi in un contesto differente.

Il consigliere dell’Ordine dei Medici ha ricordato anche la partecipazione delle realtà calcistiche legate ai medici reggini, sotto la guida del presidente dell’Ordine Pasquale Veneziano.

«Siamo colleghi, amici nella vita e nel lavoro. Speriamo di ottenere un buon risultato, ma l’importante è che vincano l’amicizia e l’unione di tutti», ha detto Cassone.

Una dichiarazione che restituisce bene lo spirito con cui è stato vissuto il torneo: la competizione sportiva resta sul campo, mentre il rapporto tra colleghi e professionisti rappresenta il valore che accompagna l’iniziativa oltre i novanta minuti.

Sulla collaborazione tra professioni sanitarie si è soffermato anche Giuseppe Ditto, responsabile della rappresentativa dell’Ordine dei Farmacisti di Reggio Calabria.

Ditto ha ricordato l’entusiasmo con cui i farmacisti hanno accolto l’invito dell’Ordine dei Fisioterapisti e ha posto l’accento sulla decisione di condividere la squadra con i biologi.

«Questa fusione testimonia la sinergia che esiste tra le professioni sanitarie», ha dichiarato, rivolgendo un ringraziamento anche al presidente dell’Ordine dei Biologi Domenico Laurendi.

Per Ditto, però, il significato della collaborazione non dovrebbe esaurirsi con la conclusione della manifestazione sportiva.

«Sono convinto che questa sinergia possa essere trasferita anche nell’ambito professionale e lavorativo, per ottenere risultati sempre migliori per le professioni sanitarie».

Il risultato più importante del torneo, dunque, non si misura soltanto in gol e classifiche. La giornata di Campo Calabro ha messo in relazione professionisti con competenze differenti, facendo emergere il valore della collaborazione e riportando al centro un tema trasversale a tutte le professioni sanitarie: la prevenzione.

L’attività fisica, il movimento e uno stile di vita sano diventano così strumenti di salute, mentre il campo da calcio si trasforma per qualche ora in uno spazio capace di unire categorie professionali diverse.

Una partita può durare novanta minuti. La collaborazione tra chi si occupa della salute delle persone, invece, è una sfida quotidiana che continua ben oltre il fischio finale.


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