La mostra Sub tutela dei racconta il Giudice Rosario Livatino, un magistrato fuori dal sistema

Autore Redazione Web | mer, 07 feb 2024 10:03 | Livatino Mostra-Sub-Tutela

Fu considerato sempre un uomo libero e un giudice fuori dal sistema

Sempre più spesso la scuola attinge linfa vitale da iniziative che provengono dal mondo dell’associazionismo, prezioso contenitore e divulgatore di idee, di progetti e di iniziative che implementano l’offerta formativa rivolta agli studenti. Il legame sempre più stretto tra le due realtà educative, trova la sua ragione d’essere nei percorsi di legalità e di cittadinanza attiva, che diventano così uno strumento eccezionale di collaborazione sinergica.

Si muove in tal senso, con un intenso impegno sul territorio della nostra provincia, il Centro Servizi per il Volontariato dei Due Mari – ETS di Reggio Calabria, che di recente ha organizzato l’ultima tappa territoriale della Mostra Sub tutela Dei, curata da Libera Associazione Forense, Centro Studi Rosario Livatino, Centro Culturale Il Sentiero di Palermo e promossa da Meeting Mostre.

Nella sala Boccioni di Palazzo Alvaro, dal 23 al 30 gennaio scorsi, circa un migliaio di studenti delle scuole reggine hanno visitato la mostra incentrata sulla figura umana e professionale del giudice Rosario Livatino. La storia del giovanissimo magistrato ucciso nel 1990 in un agguato della mafia lungo la SS 640 Agrigento- Caltanissetta, e beatificato il 9 maggio 2021 nella cattedrale di San Gerlando a Caltanissetta, è stata raccontata ai tantissimi visitatori che sono stati emotivamente coinvolti nel percorso guidato , volto alla conoscenza di questa mirabile figura di uomo e di servitore dello Stato.

Cresciuto nel rispetto dei valori cristiani, ha fatto della sua vita un piccolo capolavoro, trasmettendo l’idea che la giustizia è un valore supremo, che occorre custodire e salvaguardare, ad ogni costo. La mostra molto ben organizzata, ha previsto una serie di steps che, sotto la guida dei bravissimi volontari del CSV, hanno introdotto gradatamente il pubblico alla conoscenza approfondita della storia del giudice che, sin da piccolo, si dimostrava particolarmente attratto dall’idea della giustizia e dal senso del dovere. Ad Agrigento, dove svolgeva il ruolo di sostituto procuratore, godeva di tantissima stima per la sua dirittura morale che applicava alla sua vita quotidiana, rifuggendo dalla consuetudine di schierarsi con le correnti interne all’Associazione nazionale magistrati, di cui fu ben due volte segretario nella sezione cittadina. La questione morale era al centro del suo agire, ispirato sempre ad un profondo senso di imparzialità e con lo sguardo rivolto verso i più deboli. Per questo motivo Rosario Livatino, fu considerato sempre un uomo libero e un giudice fuori dal sistema. Un motivo validissimo per divulgare il più possibile la sua storia, che rappresenta un fulgido esempio di coraggio e di bellezza, ed una speranza per le future generazioni.

 Raffaella Imbrìaco

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