Giornata internazionale della donna: se bastasse un fiore

Autore Redazione Web | dom, 10 mar 2024 12:57 | Ottomarzo Giornatainternazionaledelledonne Paritàdigenere

La giornata internazionale della donna non dovrebbe essere fine a se stessa ma portare ad un reale cambiamento della parità di genere


 Anche quest’anno la Festa della donna ha ricevuto la sua bella attenzione. Un’unanime attestazione di valore, racchiusa in migliaia di post celebrativi pubblicati sui social, centinaia e centinaia di manifestazioni pubbliche indette da enti istituzionali e non, che hanno riconosciuto l’importanza dell’essere donna e il ruolo che la figura femminile svolge in ambito familiare, sociale, politico e culturale. Una narrazione che negli ultimi anni si ripete identica a se stessa, che premia, con vari riconoscimenti, le esponenti del gentil sesso che hanno fatto del loro impegno quotidiano un punto di forza e che nel suo intento sottaciuto, mira  probabilmente a riallineare il gap storicamente disequilibrato nei loro confronti.

Molti i premi conferiti anche in città in questi giorni, mentre gli alberi di mimosa venivano spogliati dei loro splendidi fiori, per farne dono a quelle meravigliose e fragili creature che racchiudono nella loro interiorità una forza e un coraggio da leoni, che spesso ahimè si scontra con una realtà intrisa di ipocrisia e di stereotipi sessisti.

Se bastasse solo un’attestazione di stima, un premio, un  riconoscimento valoriale o un fiore, per fare credere alle donne  che vi è la speranza  di un cambiamento,  allora tutto filerebbe liscio. Ma se a queste  manifestazioni, seppur in linea di massima dettate da una sincera onestà intellettuale, non segue una reale volontà di modifica dello status quo, è facile comprendere come tutto si riduca a sterili formalismi privi di sostanza. Certamente l’8 marzo deve rappresentare un momento collettivo di riflessione, una giornata dedicata all’approfondimento culturale e storico della condizione femminile  che, per quanto abbia fatto  notevoli passi avanti, non evolve mai per come dovrebbe.

Troppe ancora le discriminazioni di genere nei  molteplici campi della vita  quotidiana, accompagnate in Italia da un inesorabile aumento del numero delle vittime di femminicidio  mentre, nel  mondo  globalizzato che conosciamo attraverso i media, gli scempi delle donne che vivono le guerre ci restituiscono orrende narrazioni che scuotono le coscienze. Bene dunque ricordare il valore delle donne, i loro sacrifici, le loro battaglie per i diritti, i sogni e le speranze, facendo in modo che le celebrazioni dell’8 marzo si traducano in un reale cambiamento di mentalità, da parte di quanti si professano paladini della parità di genere. 

Raffaella Imbrìaco

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