"Mai più" alla sala Federica Monteleone del Consiglio Regionale della Calabria la testimonianza di Valentina Pitzalis

Autore Redazione Web | dom, 24 mar 2024 13:22 | Valentina-Pitzalis Violenzadigenere

La Pitzalis ha raccontato la sua esperienza per prevenire la violenza contro le  donne

 Sabato 23 marzo, nella Sala Monteleone del Consiglio Regionale della Calabria, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni: Anna Briante assessora comunale all’Istruzione, Università e Pari opportunità, la Delegata della Commissione Pari Opportunità Francesca Porpiglia e il Consigliere Avv Mario Cardia, si è tenuto un importante incontro dal titolo “Mai più”, organizzata dall’onlus  Fare X bene ETS con sede a Milano, in collaborazione con OTB-Only The Brave Foundation. L’associazione, presieduta dalla Professoressa Giusy Laganà,  e che vede come delegata regionale la psicologa  Fabiana Cristiano Di Lucia ,   da anni si muove sul terreno della prevenzione  e contrasto alla violenza sulle donne e con l’iniziativa  “Mai più” , svolge    in tutta Italia, una intensa e significativa opera di sensibilizzazione su un  tema così pregnante  e delicato . I numeri della violenza di genere in Italia parlano chiaro, evidenziando un aumento del fenomeno specialmente nei contesti familiari. L’importante incontro si è avvalso della presenza di una testimonial d’eccezione, una donna che negli scorsi anni è stata gravemente deturpata da un uomo.  È Valentina Pitzalis,  ridotta in fin di vita dalle ustioni causate dall’ex marito nel tentativo di ucciderla, bruciandola viva. Ma lei miracolosamente ha resistito, nonostante il suo corpo sia stato devastato, ed abbia dovuto subire innumerevoli e dolorosissimi interventi di ricostruzione dei tessuti, e persino l’amputazione di un arto.  Dopo aver lavorato tantissimo per riappropriarsi   psicologicamente di se stessa, la Valentina di oggi, molto diversa da quella di un tempo, ha ritrovato la sua forza e il suo coraggio.

Valentina è una leonessa, una guerriera che non si è lasciata morire. Come l’araba fenice è rinata, per svolgere una missione importante, quella di raccontare a tutti la sua esperienza, la sua storia dolorosa e significativa che vale più di mille conferenze e seminari su come prevenire la violenza contro le  donne. Nella sua testimonianza ha raccontato di una relazione tossica derivante da una gelosia ossessiva del suo partner, che lentamente l’ha portata ad un isolamento dal mondo, compreso quello familiare d’origine e del lavoro,  a seguito di una orribile e pervicace manipolazione psicologica che l’ha resa  completamente dipendente da  quell’uomo. Una eccessiva accondiscendenza, una incapacità di leggere i campanelli d’allarme di comportamenti irrazionali, i continui  sensi di colpa che attanagliavano il suo animo, l’hanno fatta sentire inadeguata, una bambola di pezza nelle mani del suo persecutore. Che mai le ha praticato una violenza fisica, ma  che ha agito  invece subdolamente sulla sua psiche, conducendola lentamente verso una strada di non ritorno, fintanto che  non ha avuto la forza  di interrompere la relazione. Ma quel gesto  che sembrava essere liberatorio, ha scatenato la reazione finale dell’uomo.  Valentina esorta le studentesse presenti a non abbassare la guardia, ad imparare a cogliere i i segnali che si celano dietro una relazione asfissiante e malata. Anche l’uso delle parole ha il suo peso, nel momento in cui le si usa per ferire, denigrare, annientare psicologicamente. Nel vocabolario degli innamorati anche qualche frase di utilizzo comune meriterebbe di essere sostituita con altre . “Ti amo da morire” - dice Valentina, sarebbe bello diventasse “ti amo da vivere”, come inno alla bellezza di un sentimento sano che non vive di rancore e di sottomissione. Valentina ha emozionato la platea che ha ascoltato in silenzio il suo racconto dettagliato e doloroso, fino   far commuovere tanti dei presenti. Tante le angherie subite, troppe da sopportare per chiunque. Ma Valentina è forte. È una guerriera che ha deciso di dedicare la propria vita alla narrazione della sua  storia,  sperando che non si ripeta mai più quello che lei ha dovuto subire. “Perché talvolta ciò che sembra amore non lo è” racconta alla platea. Insieme a Giusy Laganà ha scritto un best seller edito da Mondadori dal titolo “Nessuno può toglierti il sorriso”, dedicato alle donne vittime di violenza  e spesso  lasciate  da sole nell’affrontare il dolore e la vergogna di una relazione tossica.  Con l’auspicio che possa sensibilizzare   sia donne che uomini, sperando che la catena  di odio e di morte, che sta diventando oramai un problema sociale, si possa finalmente interrompere.


Raffaella Imbrìaco


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