Alla Mediterranea il convegno: "Il protocollo Liberi di scegliere e l’entropatia dei nuovi orizzonti di possibilità"

Autore Redazione Web | lun, 08 apr 2024 20:27 | Universitàmediterranea Protocolloliberidiscegliere Don-Luigiciotti

Il dibattito sul protocollo Liberi di Scegliere si è tenuto sabato 6 aprile

Si è tenuto sabato 6 aprile presso l’Aula  Magna  Quistelli della Facoltà di Giurisprudenza di Reggio Calabria, il convegno dal titolo "Il protocollo Liberi di scegliere e l’entropatia dei nuovi orizzonti di possibilità", alla presenza di alte cariche della magistratura  e del mondo universitario, ma  anche di molti studenti e degli allievi della Scuola Carabinieri di Reggio Calabria. Il convegno organizzato dal DIGIES dell’Università Mediterranea e  dall’Associazione Libera, ha visto la partecipazione di Don Luigi Ciotti, presidente nazionale dell’associazione.  Il focus dell’interessante incontro, è stato sui risultati ottenuti a seguito dell’attuazione dal protocollo “Liberi di scegliere”. Il protocollo è nato dall’idea lungimirante del Giudice del Tribunale per i Minorenni Roberto Di Bella, di prevedere l’allontanamento dei figli minori di famiglie di ‘ndrangheta dai contesti d’origine, sottraendoli così ad un  destino già segnato  e senza speranza che ha reso attuabile, in un buon numero di Procure italiane. Nel corso dei tanti autorevoli interventi introduttivi, si è discusso di “entropatia dei nuovi orizzonti di possibilità” che prendendo spunto dal pensiero del matematico e pedagogista Husserl, rappresenta una vera e propria condizione dello  spirito, una capacità di vedere con gli occhi dell’altro, un mettersi nei panni altrui, in un atteggiamento spirituale autentico di  totale comprensione.

Don Ciotti ha definito: il protocollo “Liberi di scegliere” uno strumento importantissimo per fare uscire i giovani dal tunnel senza  speranza della mentalità mafiosa. Una scelta difficile che negli anni, ha dato la possibilità a tanti minori e alle loro madri, spesso artefici della scelta di un allontanamento da contesto mafioso, di dare una  chance ai loro figli, attraverso l’aiuto di Libera che si occupa di  fornire loro ospitalità nel più completo anonimato,  ma occorre un impegno serio della politica affinché questo protocollo interministeriale sottoscritto dai Ministeri, dalla Regione Calabria, dai Tribunali per i Minorenni e diverse dalle Procure della Repubblica per i minorenni di Catanzaro e Reggio Calabria e recentemente prorogato ed ampliato, diventi una vera e propria legge.

Dall’Aula Quistelli le parole di Don Ciotti hanno risuonato forti e chiare, specialmente quando non ha esitato a coinvolgere tutti i presenti in un  impegno personale, finalizzato al far diventare il protocolli d’intesa  Liberi di scegliere un vero e proprio decreto- legge, in modo tale che  il suo iter parlamentare sia più snello e veloce. Tutti possono fare qualcosa per il cambiamento ed una  bella iniziativa come quella organizzata  dall’Università Mediterranea   che crea raccordi  tra mondo della giustizia, dell’istruzione e della società civile, non può che essere lodevole per aprire le menti e parlare alle coscienze, ma è evidente che  occorre  che  la politica  faccia la sua parte. La sinergia dunque tra centri propulsori di cultura e di buone pratiche, può essere da stimolo per un cambiamento reale dello status quo, ma non è sufficiente se alle parole non seguono i fatti.


 Raffaella Imbrìaco


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