I Comuni della piana di Gioia Tauro verso uno spopolamento irreversibile

Autore Antonio Spina | ven, 19 set 2025 19:35 | Spopolamento Piana-Di-Gioia-Tauro Aree-Interne

In atto un movimento costante di svuotamento dei piccoli comuni, soprattutto montani o a vocazione agricola

Le dinamiche dell’evoluzione demografica portano ad un aumento della longevità e ad una riduzione della natalità, con conseguente profondo mutamento della struttura della popolazione. La riduzione dei rischi di morte dalla nascita fino all’età anziana ha portato il valore del livello di sostituzione generazionale attorno a due, da qui il rapporto dove in media due figli sostituiscono i due genitori. E se fosse così già sarebbe già un successo. Ma in realtà, il dato è ancora più allarmante poiché la tendenza sempre più in espansione porta una fecondità a scendere sotto il valore di due che non riesce più a garantire l’equilibrio nel rimpiazzo generazionale.

La popolazione italiana nei prossimi decenni è destinata a diminuire, mentre la sua componente anziana andrà invece ad aumentare. L’estensione della longevità porta ogni nuova generazione ad avere una proporzione crescente sia di coloro che entrano in età anziana, sia di durata della permanenza in tale fase della vita.

Ad essere particolarmente interessato da questo fenomeno è Il Mezzogiorno che sta procedendo verso un maggior declino della popolazione e maggiori squilibri demografici perché nelle dinamiche degli ultimi decenni il processo di degiovanimento risulta più accentuato.

Il dato peggiora ulteriormente se si va ad analizzare la situazione delle Aree Interne, dove già è presente una struttura demografica compromessa – ovvero popolazione di piccole dimensioni, in forte declino, con accentuato squilibrio nel rapporto tra vecchie e nuove generazioni - oltre che con basse prospettive di sviluppo economico e deboli condizioni di attrattività. “Queste Aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza, ma non possono nemmeno essere abbandonate a se stesse – secondo quanto indicato dall'obiettivo 4 del nuovo Piano Strategico Nazionale Aree Interne 2021-2027 - . Hanno bisogno di un piano mirato che le possa assistere in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento in modo da renderlo socialmente dignitoso per chi ancora vi abita”.

Mentre, da anni, c’è in atto un movimento costante di svuotamento dei piccoli comuni, soprattutto montani o a vocazione agricola, le scuole chiudono per mancanza di bambini; il trasporto pubblico è problematico, a volte inesistente; le banche riducono o spostano gli sportelli.

Per fare un esempio pratico la popolazione residente di Varapodio, piccolo centro alle appendici dell'Aspromonte, alla data del 15 gennaio 2025 risulta essere pari ad 1.973 unità, in base al rapporto atto di nascite e decessi, quando invece agli albori degli anni duemila era superiore ai 2.300 abitanti. (Fonte Dr. Pino Pardo)

I dati Istat evidenziano come soprattutto le Aree interne del Sud siano meno attrattive rispetto alle immigrazioni dall’estero e come siano tali territori ad alimentare maggiormente i flussi di mobilità interna verso i grandi centri del nord. Espressioni concrete di quanto andiamo dicendo è la difficoltà nella composizione delle classi all’interno delle scuole, dove il numero sempre più risicato degli alunni impone ai dirigenti scolastici l’accorpamento delle classi. Negli ultimi otto anni, in base ai dati del ministero, in Italia sono state chiuse 1.301 scuole, il 13,3 per cento. Al ritmo di cento all’anno che chiudono, nel 2050 rimarranno meno di cinquemila scuole. Perderemo tremila scuole in una sola generazione. I nostri ragazzi? Tutti a studiare. E poi, a scappare; intelligenze che partono per fare ricchi altri paesi; i più, nelle nazioni del nord. Se va bene, emigrano in alcune regioni settentrionali.

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