Ha solo 12 anni, ma le sue parole racchiudono la speranza e la saggezza di chi sogna un futuro diverso. Greta, una bambina reggina, ha deciso di scrivere una lettera per raccontare il suo desiderio più grande: vivere in una città dove gli adolescenti possano crescere felici, rispettati e liberi di giocare.
“Vorrei una
città a misura di bambino e di uomo - scrive Greta - dove non devo vedere i miei
genitori e le persone grandi lottare ogni giorno per i propri
diritti, ma dove ci sia rispetto, amore e solidarietà”.
Le sue
parole scorrono come un disegno colorato: una
città viva, accogliente e giusta, nella quale ogni piccolo possa sentirsi importante e ogni famiglia possa vivere serenamente.
Nel suo messaggio, semplice ma potente, Greta parla di una
Reggio Calabria fatta di piazze vive, parchi curati, giostrine colorate e spazi dove i bambini possano giocare insieme. Racconta i suoi pomeriggi al parco con la mamma Silvana o le trasferte sportive con papà Francesco, “quando non abbiamo i compiti e possiamo correre, ridere, viaggiare tutti insieme”.
Ma nella lettera c’è anche una
riflessione più profonda: quella di una bambina che osserva il mondo degli adulti e sogna un futuro più giusto.
“Vorrei un
mondo dove tutti
sono uguali e nessuno soffre – scrive la piccola donna -. Una città dove ci si rispetta e dove le persone si vogliono bene”.
Il suo desiderio più grande, però, resta quello di poter restare per sempre nella sua città, accanto alla sua famiglia: “Voglio una Reggio dove posso vivere con la mia mamma, il mio papà e mio fratello Leonardo. Mi piacerebbe poter studiare qui, ma se un giorno dovessi andare via, vorrei poter tornare, perché i miei genitori hanno lottato e continuano a farlo ogni giorno per creare qualcosa di buono per questa terra. E poi,
Reggio Calabria è la città più bella del mondo”.
Nella sua lettera, Greta immagina un pianeta dove “tutti sono uguali e
nessuno soffre”, dove le persone si rispettano e si vogliono bene.
La voce di Greta è una di quelle che ricordano agli
adulti l’importanza di guardare la città con gli occhi dei più piccoli, bambini che sognano una città capace di ascoltarli. Le sue parole sono un
appello gentile ma deciso: costruire un futuro in cui ogni essere umano possa sentirsi davvero a casa, creare mattoncino dopo mattoncino, una Reggio Calabria dove crescere, studiare e restare non sia un sogno, ma una
possibilità reale.