La voce di una donna che non vuole arrendersi
"Sono stanca di vivere in una città dove regnano sporcizia e abbandono". Così inizia lo sfogo della signora Mariella, 73 anni, una cittadina reggina che ha deciso di denunciare pubblicamente lo stato di degrado in cui versa la città, tra rifiuti abbandonati, incuria e mancanza di sicurezza.
"Ogni giorno – racconta – mi capita di vedere spazzatura lasciata ovunque, persino ai piedi degli alberi sul Viale Europa o sul Viale Galileo Galilei e dentro le aiuole. È uno spettacolo indegno per chi vive qui e per chi viene a visitare la nostra città. Sembra che nessuno si prenda la responsabilità di intervenire".
Mariella parla con amarezza, ma anche con un profondo senso di appartenenza.
"Io amo Reggio, ci sono nata e ho cresciuto i miei figli. Ma adesso, mi fa male vederla ridotta così. Gli incivili scaricano rifiuti dove vogliono, indisturbati e nessuno li punisce. E noi cittadini onesti, che paghiamo le tasse, siamo costretti a vivere in mezzo a questo scempio".
Oltre al degrado urbano, la signora Mariella lancia anche un appello sulla sicurezza: "Ho 73 anni e la sera, se non esco con qualcuno, ho paura di tornare a casa da sola. Le strade sono poco illuminate, servono maggiori controlli per le vie cittadine, nei quartieri, nelle zone frequentate da giovani e comunità straniere. Una città dovrebbe proteggere i suoi cittadini, soprattutto gli anziani".
Il suo è un grido di dolore, ma anche un richiamo alla responsabilità collettiva. Mariella chiede più controlli, più pulizia e più attenzione da parte delle istituzioni, ma anche un maggiore senso civico da parte dei concittadini.
"Non possiamo sempre aspettare che siano gli altri a fare qualcosa. Serve rispetto per la nostra città. Reggio merita di essere bella e vivibile, non sommersa dai rifiuti".
Un appello, il suo, che dovrebbe far riflettere tutti: amministratori, cittadini e forze dell’ordine. Perché la cura di una città comincia proprio da chi la abita ogni giorno e dal coraggio di chi, come la signora Mariella, decide di non rimanere in silenzio.