A chiudere la seduta è stato il sindaco Mario Murone, che ha spiegato le ragioni dell’incontro
Il Consiglio comunale di Lamezia Terme ha approvato all’unanimità un documento di condanna contro gli ultimi episodi intimidatori che hanno colpito diversi esercizi commerciali della città. La riunione, convocata in forma straordinaria e aperta, ha visto la partecipazione di imprenditori, rappresentanti di categoria ed esponenti istituzionali.
Presenti in aula, tra gli altri, il presidente del Tribunale Giovanni Garofalo, il vescovo Serafino Parisi, l’assessore regionale Antonio Montuoro e i vertici locali delle forze dell’ordine.
La seduta si è aperta con l’intervento della presidente del Consiglio comunale, Maria Grandinetti, che ha definito l’iniziativa “un momento di ascolto, unità e confronto”, ribadendo con fermezza che “la nostra comunità non si piega alle intimidazioni”.
Il presidente del Tribunale Garofalo ha assicurato “massima collaborazione con gli enti preposti e con il Comune”, mentre il vescovo Parisi ha espresso la vicinanza della Chiesa alle vittime, sottolineando la necessità di “un lavoro di formazione delle coscienze”.
L’assessore regionale Montuoro ha richiamato l’importanza della sinergia tra istituzioni e cittadini: “La città deve dire no a questi fatti. Come Regione investiremo sui giovani con le giornate della legalità. L’iniziativa di oggi deve lasciare un segno tangibile. Bisogna far capire agli imprenditori che denunciare è fondamentale, e noi dobbiamo sostenerli”. Montuoro ha inoltre proposto l’apertura di un tavolo permanente sul tema.
Messaggi di vicinanza e sostegno sono arrivati anche dal presidente della Camera di commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Pietro Falbo, e dai rappresentanti di Coldiretti, Confcommercio e dell’Associazione antiracket.
A chiudere la seduta è stato il sindaco Mario Murone, che ha spiegato le ragioni dell’incontro: “Abbiamo voluto convocare questa seduta aperta per dare un segno concreto di sostegno alle vittime e alle forze dell’ordine. Oltre alla videosorveglianza e al rafforzamento dei controlli, serve una presa di coscienza civile a tutti i livelli. Dobbiamo essere testimoni quotidiani di legalità”.
Un messaggio chiaro, condiviso da tutte le istituzioni presenti: Lamezia risponde compatta contro ogni forma di intimidazione.