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Melito di Porto Salvo, dopo il ciclone Harry il sindaco Nastasi chiede interventi strutturali per difendere la costa

Autore Giorgia Rieto | gio, 01 ott 2026 11:54 | Ciclone-Harry Tito-Nastasi Melito-Porto-Salvo

Ringraziamenti alla Regione e alla Protezione Civile per gli interventi di somma urgenza, ma ora serve una strategia definitiva contro l’erosione costiera


Dopo i danni provocati dal ciclone Harry, il Comune di Melito di Porto Salvo torna a chiedere interventi strutturali e di lungo periodo per la difesa del litorale. Il sindaco Annunziato Nastasi ha rivolto un appello al presidente della Regione Calabria, sottolineando la necessità di trasformare gli interventi emergenziali realizzati dopo le violente mareggiate in un più ampio programma di messa in sicurezza della costa.

Le giornate di gennaio hanno lasciato segni pesanti sulla fascia jonica reggina e, in particolare, sul territorio di Melito di Porto Salvo. Le violente mareggiate hanno interessato il Lungomare dei Mille, provocando danni a infrastrutture e servizi essenziali: cedimenti di tratti viari, problemi alle stazioni di sollevamento e alle reti fognarie e idriche, interruzioni della pubblica illuminazione e ripercussioni sulle attività economiche e turistiche della zona.

Di fronte all’emergenza, l’amministrazione comunale ha potuto contare sul sostegno delle istituzioni regionali. Il sindaco Nastasi ha voluto esprimere un ringraziamento alla Regione e, in particolare, alla struttura della Protezione Civile Regionale, per la tempestività degli interventi e per le risorse messe a disposizione.

«Grazie ai fondi messi prontamente a disposizione e all'approvazione degli interventi di somma urgenza – sottolinea il primo cittadino – siamo riusciti a mettere in atto un'immediata azione di ripristino e messa in sicurezza dei servizi essenziali, restituendo un primo e fondamentale respiro di normalità alla cittadinanza».

Ma, superata la fase più immediata dell'emergenza, resta il problema di fondo: l’erosione costiera.

Secondo il sindaco, gli interventi realizzati nell'immediatezza hanno consentito di contenere i danni, ma non possono rappresentare una soluzione definitiva. Il progressivo arretramento della linea di costa, unito alla violenza degli eventi meteomarini, continua infatti a rappresentare una minaccia per le infrastrutture, la sicurezza dei cittadini e il sistema economico e turistico del territorio.

«Gli interventi d'urgenza hanno tamponato la ferita, ma non ne hanno curato la causa profonda», è il senso dell’appello rivolto alla Regione.

Da qui la richiesta di inserire il litorale di Melito di Porto Salvo tra le priorità della programmazione regionale in materia di difesa della costa. L’obiettivo indicato dall’amministrazione comunale è la realizzazione di un sistema organico di opere di protezione, valutando soluzioni tecniche come barriere soffolte, scogliere o altri interventi strutturali capaci di contrastare l'azione del mare e limitare il fenomeno erosivo.

Il timore espresso dal sindaco è che, in assenza di una strategia strutturale, ogni nuovo evento estremo possa nuovamente mettere a rischio quanto appena ricostruito, rendendo necessario un continuo ricorso a risorse pubbliche per interventi emergenziali.

«Non possiamo permetterci di restare alla mercé della prossima stagione invernale – evidenzia Nastasi – vivendo con l’angoscia che un nuovo ciclone vanifichi gli sforzi e i fondi pubblici appena impiegati per la ricostruzione».

L’amministrazione comunale chiede quindi un confronto operativo con la Regione per individuare e programmare gli interventi necessari. La richiesta non riguarda soltanto la protezione delle infrastrutture esistenti, ma anche la salvaguardia del futuro economico e turistico del territorio e dell’intera area grecanica.

La vicenda di Melito riporta così al centro dell'attenzione il tema della difesa del litorale jonico reggino, dove emergenza e prevenzione devono necessariamente procedere insieme. Dopo aver affrontato i danni provocati dal ciclone Harry, l'obiettivo del Comune è ora quello di evitare che la prossima mareggiata trovi ancora una costa esposta e vulnerabile.


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