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Spirito Santo, 199 firme contro la zebratura: i residenti chiedono risposte ad ANAS e al Comune

Autore Giorgia Rieto | gio, 15 ott 2026 12:22 | Reggio-Calabria Spirito-Santo Svincolo Strade

L’avvocato Concetta Gangemi ha promosso un’istanza collettiva per chiedere chiarezza sulla regolamentazione dello slargo vicino all’accesso autostradale

Centonovantanove firme per chiedere risposte, trasparenza e una soluzione concreta per il quartiere di Spirito Santo, a Reggio Calabria. È la richiesta avanzata dall’avvocato Concetta Gangemi, che attraverso lo Studio Legale ha avviato una serie di iniziative nei confronti di ANAS e del Comune per fare chiarezza sulla zebratura dello slargo situato nei pressi dell’accesso autostradale.

La vicenda, al centro delle preoccupazioni dei residenti, riguarda uno spazio utilizzato per la sosta da circa cinquant’anni, in un’area caratterizzata dalla presenza di abitazioni, condomìni e attività commerciali, spesso prive di garage. La zebratura è stata realizzata nell’ottobre 2025, mentre il divieto di sosta sarebbe stato applicato soltanto nell’agosto 2026, senza un preventivo avviso agli abitanti. Da allora, secondo quanto segnalato dai promotori dell’iniziativa, continuano a essere elevati verbali.

L’avvocato Gangemi ha presentato un’istanza di accesso agli atti il 25 agosto, avviando successivamente ulteriori interlocuzioni con ANAS attraverso quattro PEC e altre comunicazioni. Nonostante le iniziative intraprese e le 199 sottoscrizioni raccolte in 35 pagine, i residenti lamentano di non aver ancora ottenuto risposte esaustive sui punti sollevati né indicazioni concrete per superare le difficoltà provocate dalla perdita dei posti auto.

La classificazione dello slargo al centro della contestazione

Uno degli aspetti principali sollevati dallo Studio Legale riguarda la qualificazione dello spazio interessato dalla zebratura. Secondo quanto riferito nell’istanza, ANAS avrebbe assimilato lo slargo a una rampa autostradale ai fini della disciplina della sosta, senza fornire una classificazione formale e puntuale che chiarisca la natura dell’intera area.

Una distinzione che, per i firmatari, merita un approfondimento tecnico e amministrativo. La presenza di una traversa utilizzata per raggiungere le abitazioni, il punto in cui termina la zebratura e la segnaletica a fondo bianco con indicazioni riferite a Spirito Santo vengono richiamati come elementi che, secondo i residenti, renderebbero necessario un chiarimento sulla funzione dello spazio.

La richiesta non è quella di ignorare le norme sulla sicurezza stradale, ma di conoscere gli atti che hanno determinato l’intervento, le motivazioni tecniche alla base dell’estensione della zebratura e i criteri adottati per disciplinare la sosta.

I cittadini chiedono inoltre che la situazione venga confrontata con quella di altri accessi autostradali della città, così da verificare se esistano condizioni analoghe e garantire criteri omogenei. Qualora le differenze siano giustificate da esigenze di sicurezza, sostengono i promotori, queste dovrebbero essere illustrate attraverso motivazioni tecniche precise e documentate.

Il disagio quotidiano per le famiglie e le attività commerciali

La questione ha ricadute dirette sulla vita del quartiere. La progressiva indisponibilità dello spazio per parcheggiare avrebbe costretto numerosi residenti a cercare alternative più distanti, aumentando la pressione sulle strade circostanti e creando difficoltà anche per le attività commerciali.

A pesare è soprattutto la perdita improvvisa di una possibilità di sosta utilizzata da decenni, in un contesto urbano nel quale non tutte le abitazioni dispongono di spazi privati per le automobili. A questo si aggiungono i costi delle sanzioni che, secondo le segnalazioni dei cittadini, continuano a essere contestate agli automobilisti.

La richiesta avanzata dall’avvocato Gangemi punta quindi a un riesame della situazione, affinché venga verificata la possibilità di restituire alla sosta regolamentata le porzioni dello slargo che risultino compatibili con le esigenze di sicurezza.

L’obiettivo dichiarato non è ottenere deroghe ingiustificate o autorizzare parcheggi in violazione delle regole, ma individuare una soluzione che tenga conto sia della sicurezza stradale sia delle necessità di un’area densamente abitata.

Il Comune chiamato a intervenire: presentata un’istanza collettiva

Pur riconoscendo la competenza di ANAS sulla strada, lo Studio Legale ritiene necessario un intervento attivo del Comune di Reggio Calabria, chiamato a farsi promotore di un confronto istituzionale per affrontare le conseguenze della vicenda sul quartiere.

Con l’istanza collettiva del 24 settembre, indirizzata agli organi comunali a partire dal 25 settembre, i 199 firmatari hanno chiesto la verifica della zebratura, l’individuazione di eventuali stalli di sosta nelle aree compatibili con la sicurezza e il coordinamento tra gli enti interessati, compresi ANAS e Polizia Stradale.

Nella comunicazione viene richiamato anche l’articolo 18 del Regolamento comunale sulla partecipazione popolare, che prevede, secondo quanto indicato dai promotori, un riscontro motivato entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza. L’avvocato Gangemi segnala che, al momento della redazione della comunicazione, non sarebbe ancora arrivata una risposta da parte dell’amministrazione comunale.

La richiesta rivolta al Comune, dunque, non è quella di sostituirsi all’ente competente per la gestione della strada, ma di attivare un confronto e contribuire alla ricerca di una soluzione che possa conciliare le esigenze di sicurezza con quelle dei cittadini.

L’appello al sindaco Cannizzaro: «Servono atti e una soluzione»

L’attenzione si sposta ora sul sindaco Francesco Cannizzaro, al quale i firmatari chiedono di trasformare la segnalazione in un’iniziativa concreta. L’appello è quello di convocare un tavolo operativo con ANAS e gli uffici competenti, effettuare un sopralluogo nello slargo e definire tempi e modalità di un eventuale intervento.

Dopo le istanze, le comunicazioni formali e la raccolta delle 199 firme, i residenti chiedono una risposta che non si limiti a richiamare genericamente le esigenze di sicurezza, ma che entri nel merito della classificazione dell’area e delle possibilità di riorganizzazione della sosta.

La vicenda di Spirito Santo pone così una questione che riguarda direttamente il rapporto tra infrastrutture, vivibilità urbana e ascolto delle comunità locali. Da una parte, la necessità di garantire la sicurezza degli accessi autostradali; dall’altra, quella di evitare che un intervento sulla viabilità produca disagi prolungati senza un confronto efficace con chi vive quotidianamente il territorio.



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