Quattro giornate dense di pubblico e di iniziative al Castello Aragonese che hanno tracciato un grande percorso di crescita
Si è chiusa con numeri da record la quinta edizione di “Bergarè”, la manifestazione che anche quest’anno ha saputo unire cultura, identità e territorio attorno al frutto simbolo dell'area reggina. Quattro giornate dense di pubblico e iniziative al Castello Aragonese che tracciano un percorso di crescita destinato a superare i confini calabresi.
Il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Antonino Tramontana, ha tracciato un bilancio «veramente positivo», annunciando che il cammino prosegue subito con la partecipazione alla fiera Expogast in Lussemburgo e con una tappa strategica a Milano il prossimo 26 novembre, dove le imprese locali incontreranno oltre cento operatori: «L'idea è quella di entrare nel mercato milanese e magari, il prossimo anno, organizzare un Bergarè proprio nella città di Milano».
La capacità di far dialogare le eccellenze produttive con mercati sempre più ampi rappresenta uno dei traguardi più evidenti della rassegna. Come ha evidenziato Lorenzo Labate, presidente di Confcommercio Reggio Calabria, la novità di esportare la kermesse certifica un salto di qualità: «È merito anche di Bergarè se oggi il mondo conosce meglio il bergamotto, lo utilizza di più e vuole conoscere la sua storia e le sue proprietà», che spaziano dall'enogastronomia e dalla cosmetica fino al settore medico per le sue qualità antibatteriche.
Al centro dell'ultima giornata anche il talk dedicato al turismo esperienziale con la presentazione del catalogo "Le vie del Bergamotto". Daniele Donnici, project manager di Isnart, ha definito l'iniziativa «un risultato notevole raggiunto grazie all’intuizione della Camera di Commercio di puntare sul turismo legato al bergamotto», capace di mettere in rete filiera agricola, artigianato e trasformazione attraverso percorsi chiari e fruibili sul web. Un'opportunità condivisa con forza dal mondo agricolo: Diego Suraci, direttore di Confagricoltura Reggio Calabria, ha rimarcato l'importanza del progetto per «dare la possibilità ai turisti e agli stessi conterranei di conoscere da vicino le aziende agricole e valorizzare le bellezze di un territorio ancora da scoprire».
Una visione ribadita da Gino Vulcano, direttore provinciale di Coldiretti Reggio Calabria, per il quale «l’identità dei prodotti traina il territorio e il turismo: aprire alle visite aziendali e scoprire il paesaggio modellato dagli agricoltori è un fattore di sviluppo decisivo per tutta la provincia».