Stele commemorativa, l'Agorà: "Noi promotori dell'idea da diversi anni"

Autore Redazione Web | gio, 05 ott 2023 19:06 | L'agorà Stele-Commemorativa Reggio Calabria

A far data dal 18 aprile 2002, il Circolo Culturale L’Agorà si è reso promotore di una serie di iniziative su tali tematiche storiche

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa diffusa dal Circolo Culturale L'Agorà relativa alla proposta della stele commemorativa in memoria dei reggini trucidati dai nazisti.

Si apprende a mezzo stampa di una proposta inerente alla realizzazione di una stele commemorativa con l’elenco dei tanti reggini che vennero falcidiati dalle truppe naziste nelle isole del mar Egeo. Si vuole ricordare, prima a noi stessi che ad altri, che il Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria, come da intenti statutari, “ha storicamente effettuato un percorso di ricerca anche a riguardo il Novecento, analizzando documenti, vari atti, confrontandosi con i parenti di coloro che“col loro impegno ed il loro sacrificio, hanno contribuito a rendere l’Italia terra di civiltà e democrazia”. Piace ricordare a noi stessi quel che accadde nel settembre del 1943 a Cefalonia, dove vennero massacrati dalle truppe naziste 6.500 militari italiani di ogni ordine e grado. Molti furono i caduti reggini tra i quali il sottotenente Silvio Dattola, il tenente Ugo Correale di Santacroce di Siderno Marina, il capitano Giuseppe Bagnato, fucilato nella “casetta rossa”, Francesco Quattrone, ufficiale di fanteria al 17° reggimento, morto in combattimento. Altri reggini hanno combattuto sul fronte interno della Penisola italiana, soprattutto nell’area settentrionale del Paese. A far data dal 18 aprile 2002, il Circolo Culturale L’Agorà si è reso promotore di una serie di iniziative su tali tematiche storiche. Proprio in quell’occasione, venne ricordata, a cura del prof. Alberto Cafarelli, la strage di Cefalonia. In quell’occasione uno tra i graditi ospiti del Circolo Culturale “L’Agorà” fu il Signor Francesco Como, originario di Scilla, che ricordò i tragici avvenimenti di Corfù, dove si trovava in qualità di comandante di Compagnia della divisione “Parma”. Non per ordine d’importanza quella dell’allora assessore alla Cultura del Comune di Reggio Calabria Gimo Polimeni, che plaudendo all’iniziativa ebbe ad affermare che «Davanti ad una proposta di buon senso come questa non si può rimanere insensibili», promuovendo la proposta atta all’inserimento dei nomi dei reggini su un monumento che ne ricordasse il loro sacrificio.Tutto ciò per ricordare prima a noi stessi che agli altri, che tali doverose precisazioni risultano necessarie per l’amore della verità, evitando così eventuali “paternità” a riguardo idee progettuali et similia, come verificatisi in diverse occasioni. Il reportage è disponibile sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete.

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