Cassano allo Ionio piange Chiara e Antonio: un addio che ha stretto un’intera comunità

Autore Giorgia Rieto | mar, 02 dic 2025 19:29 | Cassano-Allo-Ionio Incidente Calabria

I due ragazzi hanno perso la vita domenica mattina in uno scontro sulla statale 106

La basilica minore di Santa Maria del Lauro non è bastata. Non poteva bastare a contenere il dolore, l’incredulità, l’amore di un paese intero che oggi si è raccolto per dare l’ultimo saluto a Chiara Garofalo e Antonio Graziadio, i due ventenni cassanesi che hanno perso la vita domenica mattina nello scontro sulla statale 106.

Oltre un migliaio di persone hanno raggiunto la chiesa, e molte sono rimaste fuori, in silenzio, immobili, come se anche il respiro dovesse rispettare quel momento sospeso tra la vita e il ricordo.
Le bare bianche, adagiate una accanto all’altra e ricoperte di rose dello stesso colore, parlavano da sole: erano l’immagine più pura dell’amore che Chiara e Antonio avevano costruito, un amore giovane, semplice, pieno di promesse ancora da mantenere.

Dentro la basilica, un “cenacolo di lacrime”, come lo ha definito mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano e vicepresidente della CEI. Nella sua omelia, forte e delicata insieme, ha richiamato le ore precedenti alla croce, quelle in cui Gesù radunò i suoi discepoli.
«Siamo qui – ha detto – non solo nel dolore, ma in una veglia che ci chiama a custodire un legame diventato ormai sacro: l’amore tra Chiara e Antonio, intessuto nella nostra comunità».

Parole che hanno attraversato la chiesa come un abbraccio, soprattutto quando il vescovo ha richiamato le nozze di Cana, quel momento di festa che per i due ragazzi era ancora tutto nei sogni, nelle conversazioni della sera, nelle promesse sussurrate.
«La loro festa – ha detto – è stata interrotta sul più bello. Ma nella fede si può osare un pensiero: la loro Cana non è stata cancellata, ma spostata».

E poi l’appello ai giovani, forse la parte più difficile da ascoltare in quel silenzio carico di lacrime:
«Chiara e Antonio vi consegnano un testimone prezioso. Non vivete da spettatori, non accontentatevi di versioni low-cost della felicità. La vita è fragile, è preziosa, non sprecatela».

Accanto agli amici, ai parenti, agli insegnanti, alla comunità intera, anche il sindaco Gianpaolo Iacobini, che nel suo messaggio ha ricordato i due ragazzi come «fiori preziosi» che Dio ha scelto di accogliere nel suo giardino.
«Chiara e Antonio – ha detto – sono stati tra i figli migliori di Cassano. Il loro ricordo sia luce e forza per tutti noi».

Fuori dalla basilica, il silenzio è rimasto a lungo. Nessuno aveva davvero voglia di andare via. Forse perché lasciare quel sagrato sembrava, in qualche modo, lasciare anche loro.

Oggi Cassano allo Ionio è un paese ferito, ma unito. Un paese che si stringe attorno alle famiglie Garofalo e Graziadio, nella certezza che l’amore – quello puro, quello giovane, quello che non chiede nulla – non muore mai davvero.
Resta nei gesti, nei sorrisi, nei ricordi.
Resta nelle strade dove hanno camminato, nei sogni che avevano iniziato a costruire, nei cuori di chi li ha conosciuti e di chi avrebbe voluto vederli crescere.

Oggi Chiara e Antonio non sono solo una notizia.
Sono un abbraccio.
Un monito.
Un ricordo che continuerà a camminare sulle gambe di un’intera comunità.

E in quel cielo che ieri sembrava più pesante del solito, Cassano ha consegnato due anime alla luce.
Insieme, come insieme hanno vissuto ogni attimo degli ultimi tempi.

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