Lettera anonima e diffamatoria alla sindaca di Crosia: Aiello denuncia e non si ferma

Autore Giorgia Rieto | ven, 12 dic 2025 17:21 | Crosia Lettera-Minatoria

La sindaca ha sottolineato come il ricorso all’anonimato riveli più sul mittente che sulla persona colpita

La sindaca di Crosia, Maria Teresa Aiello, ha scelto di rendere pubblico un episodio che l’ha profondamente colpita: una lettera anonima, dai contenuti diffamatori e dai toni intimidatori, recapitata nei giorni scorsi.

In un post diffuso su Facebook, la prima cittadina ha spiegato le ragioni della sua decisione di denunciare pubblicamente l’accaduto:
“Il silenzio non deve mai diventare terreno fertile per la vigliaccheria”, ha scritto.

Attacco personale, non politico

Aiello ha descritto gli attacchi ricevuti come colpi mirati alla sua vita privata, lontani da ogni forma di confronto civile:
“Gli attacchi che riguardano la vita personale non sono solo gratuiti, ma profondamente mortificanti. Non mirano a discutere idee o scelte amministrative, ma a ferire sul piano umano”.

La sindaca ha sottolineato come il ricorso all’anonimato riveli più sul mittente che sulla persona colpita:
“Chi si nasconde dietro l’anonimato rivela l’incapacità di assumersi la responsabilità delle proprie parole. L’assenza di una firma è il segno di un’esistenza costretta a vivere nell’ombra”.

“Segnalerò tutto alle autorità: vado avanti”

Aiello ha confermato di avere già informato le autorità competenti e di non avere alcuna intenzione di farsi intimidire:
“Continuerò a svolgere il mio ruolo con la stessa determinazione di sempre. Nessuna diffamazione potrà condizionare il mio lavoro né il mio impegno verso la comunità”.

La chiusura del suo messaggio è una netta distinzione tra chi sostiene e chi attacca di nascosto:
“A chi sceglie l’anonimato, lascio il peso della propria vergogna. A tutti gli altri la mia gratitudine per il sostegno e la fiducia”.

Un caso che riaccende il tema della violenza verbale contro gli amministratori

L’episodio si inserisce in un quadro nazionale in cui sindaci e amministratori locali sono sempre più spesso bersaglio di minacce, intimidazioni e attacchi personali. Un clima pesante che rischia di minare la serenità dell’azione politica, ma a cui – come dimostra il caso di Crosia – molti amministratori rispondono con trasparenza e fermezza.

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