Ritorna l'incubo attentati: in Australia sono 15 le vittime della strage di Bondi Beach

Autore Giorgia Rieto | lun, 15 dic 2025 11:49 | Sydney Attentato-Terroristico

Un Natale che si avvicina, ancora una volta, sotto il segno della paura

A Bondi Beach, una delle spiagge simbolo nei pressi di Sydney, un attacco durante le celebrazioni della festa ebraica di Hanukkah ha provocato 15 morti e almeno 20 feriti, secondo l’ultimo bilancio ufficiale. Per la polizia non ci sono dubbi: si è trattato di un attentato terroristico.

Ad aprire il fuoco sono stati due uomini, padre e figlio, identificati come Said e Naveed Akram, di 50 e 24 anni. Uno dei due è morto durante l’azione, l’altro è ricoverato in gravi condizioni. Tra le vittime figura anche il rabbino Eli Schlanger. Al momento le autorità escludono la presenza di altri complici.

Secondo quanto riferito dall’emittente australiana Abc, citando il servizio di intelligence interna Australian Security Intelligence Organisation (Asio), i due attentatori avevano giurato fedeltà all’Isis nel 2019. Nonostante ciò, Naveed Akram era in possesso di un regolare porto d’armi.

L’Asio si era già occupata del giovane sei anni fa, dopo che la polizia aveva sventato un piano per un attacco terroristico dell’Isis. Naveed era inoltre legato a Isaak El Matari, attualmente detenuto e condannato a sette anni di carcere per aver pianificato un’insurrezione dell’Isis come autoproclamato comandante australiano del gruppo terroristico.

Il Primo Ministro Anthony Albanese ha confermato che Naveed Akram era noto ai servizi di sicurezza dall’ottobre 2019 ed era stato monitorato per sei mesi, ma all’epoca era stato valutato come non pericoloso.

Il commissario di polizia Mal Lanyon ha spiegato che il padre era titolare di porto d’armi da circa dieci anni e risultava in possesso di sei armi da fuoco, lo stesso numero rinvenuto sulla scena dell’attacco. Saranno ora le analisi balistiche e forensi a chiarire se le armi utilizzate coincidano con quelle regolarmente registrate.

Nel caos della sparatoria, un gesto di coraggio ha probabilmente evitato un bilancio ancora più tragico: Ahmed al Ahmed, fruttivendolo di 43 anni residente a Sutherland, ha affrontato uno degli attentatori a mani nude, riuscendo a disarmarlo. È rimasto ferito, ma non è in pericolo di vita.

Le forze dell’ordine hanno inoltre confermato il ritrovamento di un ordigno esplosivo rudimentale all’interno di un veicolo riconducibile a uno dei terroristi. Gli artificieri sono intervenuti immediatamente per mettere in sicurezza l’area.

Le indagini sono ora concentrate nel comprendere se l’attacco sia stato un gesto isolato o se vi siano collegamenti diretti con organizzazioni terroristiche o con soggetti esterni. Intanto, la comunità ebraica australiana vive ore di grande apprensione.
Siamo sotto shock – ha dichiarato Jeremy Leibler, presidente della Federazione Sionista d’Australia – a Bondi Beach c’erano circa 2.000 persone che celebravano Hanukkah. Siamo in stato di massima allerta”.

Un Natale che si avvicina, ancora una volta, sotto il segno della paura.

FOTO ANSA

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