L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione storica sulle vicende che hanno coinvolto gli uomini e le famiglie della Locride
A Bovalino, presso la Biblioteca del Sistema Bibliotecario Territoriale Ionico, si è tenuto un importante appuntamento in occasione della Giornata Nazionale degli Internati Militari Italiani, dedicato alla presentazione del volume di Giuseppe Macrì intitolato “Resistenti. Partigiani, vittime di stragi nazifasciste e IMI della Locride”.
L’incontro ha rappresentato un momento di profonda riflessione storica incentrato sulle vicende che hanno coinvolto gli uomini e le famiglie della Locride a partire dall’8 settembre 1943. Il volume, pubblicato da Laruffa Editore, colma un vuoto nella storiografia locale. Come evidenziato dall’autore Giuseppe Macrì, "è una ricerca che mancava per quanto riguarda il movimento partigiano dei calabresi, che non fu in Calabria, ma fu fatto dai calabresi nel resto d’Italia, perché la Calabria è una delle pochissime regioni che non ha mai avuto una sezione Anpi, se non una da poco costituita a Reggio. Manca appunto questo censimento dei calabresi che parteciparono alla lotta di liberazione come partigiani". Macrì ha inoltre aggiunto di aver dovuto "limitare la ricerca alla sola Locride" a causa della vastità della documentazione raccolta, auspicando che simili iniziative possano estendersi all’intera provincia reggina.
Alla presentazione è intervenuto anche Nicola Marazzita, presidente dell’Associazione Nazionale Ex Internati della Calabria, il quale ha sottolineato il valore della legge nazionale dello scorso anno che ha voluto finalmente onorare questi giovani eroi. Marazzita ha ricordato che "hanno saputo dire no al nazifascismo all’indomani dell’8 settembre del 1943, dopo la firma dell’armistizio, hanno detto no all’adesione alla Repubblica Sociale Italiana e al combattere insieme ai nazisti contro gli alleati e per questo furono deportati nei campi di concentramento. Cinquannta di loro non ce l’hanno fatta, sono morti. Nei lager hanno patito la fame e il freddo".
L’opera di Macrì restituisce così dignità e memoria a vicende spesso rimaste ai margini della narrazione storica nazionale, unendo le storie dei partigiani, delle vittime delle stragi e dei soldati internati.